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REVEAL Trial: eritropoietina inefficace nella protezione miocardica post IMA

Fonte: American Heart Association Congress 2010, Chicago.

Delusione annunciata, si direbbe, alla presentazione dello studio REVEAL (A Randomized placebo controlled trial of intrevenous Erytropoietin to reduce infarct size after ST-segment Elevation myocardial infarction) durante una sessione "calda" degli Special Reports del Congresso 2010 dell'AHA a Chicago. Sunil Rao di Durham, in North Carolina, ha presentato i risultati di questo trial che aveva l'obiettivo di dimostrare i benefici cardioprotettivi di un singolo bolo di eritropoietina in pazienti con STEMI, rivascolarizzati con PCI entro 8 ore dall'esordio dei sintomi. L'eritropoietina, secondo quanto riportato da Rao, aveva dimostrato in modelli sperimentali di incrementare la neoangiogenesi, di ridurre l'apoptosi e di agire sulle cellule progenitrici endoteliali. Obiettivo principale dello studio era la dimensione dell'infarto 2-6 giorni dopo la somministrazione del farmaco misurata con risonanza magnetica. Obiettivi secondari: le dimensioni dell'infarto dopo 12+2 settimane dalla somministrazione del farmaco e il remodeling del ventricolo sinistro nel breve e medio termine. Inoltre, sono stati valutati anche l'incidenza di morte, IMA ricorrente, eventi trombotici (restenosi, stent trombosi), trombosi venosa profonda o TIA. 110 pazienti sono stati suddivisi in due gruppi: 55 hanno ricevuto 60.000 unità di EPO endovena e 55 una soluzione salina come placebo. Nella randomizzazione si è tenuto conto anche dell'età dei soggetti (<70 anni o >70 anni) e dell'area infartuale (anteriore o non anteriore). L'obiettivo principale dello studio ha mostrato lo stesso risultato nei due gruppi (15,8% di ventricolo sinistro infartuato nel gruppo EPO vs 15% nel gruppo placebo, p=NS). Neanche a 12 settimane il risultato è stato diverso nei due gruppi (10,6% vs 10,4%) e anche la valutazione degli indici di funzionalità ventricolare non hanno mostrato differenze tra EPO e placebo. Le conclusioni dello studio sono state commentate in modo molto determinato da Roberto Bolli, Editor in chief di Circulation Research, che ha sottolineato i grossi limiti dello studio sia dal punto di vista metodologico che per le premesse troppo deboli che, come prevedibile, non hanno consentito di costruire un buon presupposto di ricerca efficace.  

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