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La PCR non aiuta molto nel valutare il rischio di soggetti con fattori di rischio

Fonte: American Heart Association Congress 2010, Chicago.

La Proteina C Reattiva (PCR) migliora "minimally" la valutazione del rischio cardiovascolare in soggetti di mezza età con fattori di rischio: queste sono le conclusioni a cui sono giunti i ricercatori dell'ASCOT (Anglo-Scandinavian Cardiac Outcomes Trial). I ricercatori coordinati dal Professor P.D.Dever, dell'Imperial College di Londra, hanno analizzato i valori basali della PCR dei 4.853 pazienti arruolati nello studio, soggetti affetti da fattori di rischio cardiovascolare a cui è stata somministrata atorvastatina o placebo. Al termine dello studio è stato rilevato che i valori della PCR non costituivano un fattore indipendente nel predire eventi cardiovascolari. Tuttavia, se veniva aggiunto il valore basale della PCR ad uno score di valutazione del rischio di cardiovascolare (per esempio il Framingham Risk Score), la PCR ha dimostrato di essere un modestissimo valore aggiunto nel valutare il rischio cardiovascolare del paziente. In particolare, nei pazienti trattati con atorvastatina il valore di PCR al di sotto della media non era associato ad una riduzione degli eventi cardiovascolari confrontandolo al valore di PCR sopra alla media dopo averlo aggiustato per gli altri fattori di rischio e per i cambiamenti del colesterolo LDL.

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