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Troponine e infarct size: c'è davvero correlazione?

Fonte: Am J Cardiol 106;9:1212-1217.

Le attuali linee guida dell'infarto miocardico acuto vedono le troponine (Tn) come il marker di scelta per la diagnosi. Tuttavia, nel caso dell'infarto miocardico del tratto ST (STEMI), il ruolo delle troponine nella quantificazione dell'infarct size e nella stratificazione della sopravvivenza è stato solo parzialmente valutato. Un recente studio ha valutato 1.237 pazienti confrontando i dosaggi seriati delle troponine e delle CK-MB massa con i risultati di tomografie ad emissione di fotone singolo (SPECT) alla dimissione. Nel 41% dei casi si è verificato un infarto anteriore, mentre lo shock cardiogeno si è presentato nel 6.1% dei casi. Il valore mediano di Tn all'ammissione e al picco è stato rispettivamente pari a 0.74 μg/L e 3.70 μg/L, mentre per le CK-MB sono stati pari a 44.1 U/L e 160.0 U/L. L'infarct size mediano riscontrato alla SPECT è stato pari al 12% del ventricolo sinistro. Sia le Tn che le CK-MB hanno mostrato solo una moderata corelazione all'infarct size (rispettivamente r = 0.45, p <0.001, e r = 0.41, p <0.001). Ad un follow-up clinico di un anno, il 3.8% dei pazienti è deceduto e l'infart size ha predetto in modo più preciso l'evento rispetto al picco di Tn e CK-MB. Tale studio rappresenta il più grande trial che ha valutato l'efficacia delle troponine nella stima dell'infarct size, tuttavia altri studi sono necessari per verificare questi risultati.

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