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Controllo della pressione dopo sindrome coronarica acuta: quando è ottimale?

Fonte: Circulation. 2010;122:2142-2151.

Il controllo aggressivo della pressione arteriosa è stato spesso effettuato nei pazienti con sindrome coronarica acuta, ma esistono pochi dati in questa popolazione relativi agli outcome cardiovascolari. Sono stati valutati 4.162 pazienti arruolati nello studio PROVE IT-TIMI. L'outcome primario composito era rappresentato da morte per qualsiasi causa, per infarto miocardico, per ospedalizzazione per angina instabile, per rivascolarizzazione dopo 30 giorni dall’evento e per ictus. L'end point secondario composito era rappresentato da morte per malattia coronarica, infarto miocardico o rivascolarizzazione. La relazione tra pressione arteriosa (sistolica o diastolica), seguiva una curva a J o a U con un aumento del tasso di eventi sia ai livelli più bassi che più alti della pressione arteriosa stessa. I valori di pressione arteriosa a minore incidenza degli outcome primari è risultata essere 136/85 mmHg (range da 130 a 140 mmHg di pressione sistolica e da 80 a 90 mmHg di pressione diastolica. La curva era relativamente piatta per pressione sistolica di 110-130 mmHg e pressione diastolica da 70 a 90 mmHg. In conclusione, dopo una sindrome coronarica acuta un controllo pressorio che porti a valori di pressione arteriosa troppo bassa potrebbe rivelarsi alquanto pericoloso. 

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