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Lp(a): il Panel EAS dice....deve essere sotto controllo!!

Fonte: European Heart Journal 2010; 31(23): 2844-2853.

Recentissimo "current status" sulla Lp(a) pubblicato sullo EHJ con primo autore  Børge G. Nordestgaard, a nome dello European Atherosclerosis Society Consensus Panel, che ha analizzato in modo critico se i dati e le conoscenze disponibili sulla Lipoproteina (a) potessero conferirle il ruolo di fattore di rischio cardiovascolare. Facevano parte del Panel anche gli italiani Felicita Andreotti e Alberico Catapano. Il Panel, inoltre, ha valutato anche se e a quali pazienti effettuare lo screening per Lp(a), quali fossero i livelli circolanti ideali e se ci fosse una strategia terapeutica per controllare i livelli elevati di Lp(a). II lavoro degli esperti ha consentito di definire una solida associazione tra elevati livelli di Lp(a) e aumento del rischio per malattie cardiovascolari (CVD) e coronaropatia (CHD). Elevati livelli ematici di  Lp(a) inducono uno stato protrombotico e un effetto anti-fibrinolitico  e possono accelerare l'aterosclerosi in quanto sono frazioni lipidiche ricche di colesterolo. Le indicazioni del Panel sono relative anche al fatto che la Lp(a) deve essere monitorata nei soggetti a rischio di coronaropatia o malattia cardiovascolare intermedio o alto, con storia di ipercolesterolemia familiare, storia di malattie cardiovascolari, ricorrenza di malattia cardiovascolare, nonostante terapia con statine, con rischio CV ≥3% a 10 anni secondo le Linee Guida Europee o ≥10% a 10 anni se calcolato con la linee guida americane. Il livello target per le Lp(a) è stato fissato a <50mg/dL ed il trattamento più efficace per poter ridurre i livelli plasmatici di Lp(a) dovrebbe essere a base di niacina 1–3 g/die, come mostrato da una metanalisi di trial clinici, randomizzati, controllati. In conclusione, quindi, il Panel EAS raccomanda lo screening per rintracciare livelli plasmatici di Lp(a) nei soggetti con rischio di coronaropatia o malattia cardiovascolare intermedio o alto . Se tali livelli sono superiori a 50mg/dL è necessario intervenire con la niacina.

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