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La sindrome da apnea ostruttiva del sonno: maggior rischio di aterosclerosi aggressiva

Fonte: Radiological Society of North America 2010.

Le persone con apnea ostruttiva del sonno (OSA) hanno un rischio maggiore di sviluppare aterosclerosi aggressiva con più placche calcifiche nell’albero coronarico rispetto a quelli senza OSA. L’OSA è una malattia in cui il maggiore fattore di rischio è l'obesità e quindi con l'aumento dei tassi di obesità si osserva un forte aumento della prevalenza di OSA. L’apnea ripetitiva espone il sistema cardiovascolare allo stress ossidativo. Gli autori hanno ipotizzato che il tasso più elevato di eventi cardiaci, noto problema nei pazienti con OSA, era legato a una patologia coronarica. Per verificare ciò, i ricercatori hanno studiato 49 soggetti (26 uomini, età media 61 anni; indice medio di massa corporea 33 kg/m2) con documentata OSA e li hanno confrontati con 46 soggetti (22 maschi, età media 60 anni; indice medio di massa corporea di 30 kg/m2) senza OSA. Tutti i pazienti erano sintomatici per angina. I partecipanti sono stati valutati con angiografia coronarica con tomografia computerizzata (CTA). Le immagini TC hanno suggerito che i pazienti con OSA avevano una prevalenza significativamente più alta di stenosi coronarica (p = 0.0013), così come con un convolgimento più ampio, rispetto ai pazienti che non avevano OSA.

Estensione della malattia coronarica

Estensione della CAD

OSA (%)

No OSA (%)

Mallatia di un vaso

6

15

Malattia di due vasi

27

7

Malattia di tre vasi

22

13

Malattia multi vasale

33

24

p per la tendenza = 0,000017

Lo studio ha anche scoperto che la composizione delle lesioni stenotiche fu notevolmente diversa tra i due gruppi. Rispetto ai soggetti senza OSA, quelli con la condizione OSA avevano una prevalenza significativamente più alta di placche calcifiche e miste (p = 0,0043). L’autore ha commentato che i medici devono essere consapevoli che i pazienti con OSA hanno una più alta mortalità cardiaca e un numero maggiore di eventi cardiaci, rispetto ai pazienti che non hanno tale patologia.

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