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Infarto miocardico e CK-MB negative: pazienti sotto trattati?

Fonte: AHJ 160; 5:842-848.e2.

Nonostante le nuove definizioni di infarto miocardico, del 2000 e del 2007, i pazienti che mostrano un incremento delle Troponine (Tn) ma non delle CK-MB non possono essere associati alla diagnosi di infarto miocardico, in particolare in caso di nota coronaropatia. Un recente studio ha valutato soggetti con diagnosi di infarto miocardico senza sopraslivellamento del tratto ST (NSTEMI) arruolati nel registro NCDR ACTION-GWTG dell'American College of Cardiology. I pazienti con Tn positive sono stati stratificati in due gruppi, CK-MB positive (11.563 pazienti) e CK-MB negative (4.501 pazienti). I pazienti con CK-MB negative sono risultati essere più vecchi e con maggiori comorbidità. Ad un'analisi aggiustata per le differenze tra le caratteristiche basali, i pazienti con CK-MB negative sono risultati essere meno trattati con clopidogrel, antagonisti delle glicoproteine IIb/IIIa o con coronarografia (p<0,001). La mortalità intra-ospedaliera è risultata minore ad un'analisi multivariata (3.8% vs 4.9%, p <0.01, odds ratio 0,69, 95% CI 0.6-0.9, P=.002). Gli autori concludono che, nonostante il profilo di rischio dei pazienti con CK-MB negative sia mediamente maggiore, tali soggetti sono sottotrattati rispetto alle linee guida e la mortalità rimane, ad oggi, piuttosto elevata.

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