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Stratificazione del rischio nelle sindromi coronariche acute: si può anche con l'ecocardiografo..

Fonte: Am  J Cardiol 106, 12:, 1709-1716.

Ad oggi la stratificazione del rischio nei pazienti con sindromi coronariche acute è fatta mediante l'utilizzo di score basati su caratteristiche cliniche, senza il supporto di metodiche ecocardiografiche. In un recente studio apparso sull'American Journal of Cardiology, che ha valutato 470 pazienti ricoverati per sindrome coronarica acuta, è stato valutato il ruolo dell'ecocardiografia. Per tutti i soggetti sono stati calcolati il Global Registry in Acute Coronary Events (GRACE) e il Thrombolysis in Myocardial Infarction score entro 12 ore dal ricovero, sono stati eseguiti un ecocardiogramma e un'ecografia toracica. Ad un follow-up mediano di 5 mesi, confrontando i pazienti con eventi clinici maggiori (102) con i soggetti senza eventi, mediante un'analisi multivariata sono stati evidenziati predittori ecocardiografici indipendenti: la frazione d'eiezione (hazard ratio [HR] 1.45, p=0.040), l'escursione sistolica del piano dell'annulus tricuspidalico (HR 1.66, p=0.010) e la presenza di un pattern a comete nel polmone (HR 1.69, p=0.001). Tali variabili hanno incrementato la capacità predittiva del GRACE score (HR 1.60, p = 0.003). Anche l'occhio vuole la sua parte nella stratificazione del rischio...

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