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Nuovi dati sui risultati a lungo termine dopo ablazione della fibrillazione atriale

Fonte: J Am Coll Cardiol 2011; 57:160-166.

Sono in pubblicazione, da parte di uno dei gruppi che ha aperto la strada al trattamento di ablazione nella fibrillazione atriale (FA), nuovi dati riguardo i risultati della procedura a lungo termine. Nello studio sono stati trattati 100 pazienti con ablazione trans catetere arruolati tra il gennaio 2001 e l'aprile 2002 e successivamente seguiti per determinare in modo prospettico i risultati a lungo termine. L'analisi ha incluso pazienti con FA complicati da ictus, attacco ischemico transitorio, o insufficienza cardiaca. Quasi due terzi dei pazienti avevano una FA parossistica, mentre il 22% aveva una FA persistente, il 14% aveva una FA permanente. Dopo una procedura di ablazione unica, i tassi di sopravvivenza libera da aritmie sono stati: 40%, 37% e 29% a uno, due e cinque anni. La maggior parte delle recidive si sono verificate entro i primi sei mesi. L'unico predittore di recidiva, in una analisi univariata, era il tipo di FA; i pazienti con FA di lunga durata permanente avevano un aumento di 1,9 volte di una recidiva rispetto ai soggetti che avevano la forma parossistica o persistente dell'aritmia. Tra i 100 pazienti sono state eseguite 175 ablazioni, con una media di due procedure eseguite per ogni paziente. Quando i ricercatori hanno esaminato le recidive dopo l’ultima l'ablazione, il tasso di sopravvivenza libera da aritmie è aumentato, con un tasso del 87%, 81% e 63% a uno, due e cinque anni. Nel complesso, 77 pazienti sono stati liberati da aritmie a un anno di follow-up, e 19 di questi pazienti ha presentato una ricorrenza più tardi. La presenza di malattia valvolare cardiaca e cardiomiopatia dilatativa ischemica erano predittori indipendenti di recidiva di FA all’analisi multivariata. Concludendo, se si considerano i tassi di soppravivenza libera da aritmia dopo un’ablazione i dati sono relativamente bassi a 5 anni, pari solo al 29% ma il termine di succeso aumenta al 63% quando i risultati considerano l’ultima procedura di ablazione. Nel complesso, il gruppo di autori sostiene che la strategia di ablazione, con interventi se necessario ripetuti, fornisce un sollievo "accettabile" a lungo termine dell'aritmia con un miglioramento della qualita’ di vita. Le implicazioni cliniche di questi risultati sono comunque notevoli in primo luogo per la necessita’ di informare in modo adeguato il paziente e non fornire inadeguare aspettative; in secondo luogo, e’ indispensabile un controllo stretto dei pazienti anche se l’ablazione mediante catetere è stata ritenuta inizialmente un successo.

Weerasooriya R, Khairy P, Litalien J, et al. Catheter ablation for atrial fibrillation. J Am Coll Cardiol 2011; 57:160-166.

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