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Studio BP-CARE: la pressione arteriosa dei pazienti nell'est europeo non è ancora scesa abbastanza!

Fonte: European Heart Journal Volume32, Issue2Pp. 218-225.

Nel 2008 è stato condotto un sondaggio su 7.860 pazienti ipertesi trattati farmacologicamente, eseguito da personale non-specialista o medici specialisti, in nove paesi dell'Europa centro-orientale (Albania, Bielorussia, Bosnia, Repubblica Ceca, Lettonia, Romania, Serbia, Slovacchia, Ucraina). Il calcolo del rischio cardiovascolare si è basato sull’anamnesi, sui valori di pressione arteriosa e sulla valutazione del danno d'organo. I pazienti avevano una media (± DS) di 60,1 ± 11 anni e la maggior parte di essi (83,5%) è stata seguita da Medici Specialisti. La pressione arteriosa media era di 149,3 ± 17/88.8 ± 11 mmHg. Circa il 70% dei pazienti ha mostrato un profilo di rischio molto alto. Un elettrocardiogramma è stato eseguito nel 99% dei pazienti, l’ecocardiografia nel 65%, l’ecoDoppler carotideo nel 24%, una fondoscopia nel 68% e la ricerca di microalbuminuria nel 10%. Il monitoraggio ambulatoriale della pressione arteriosa è stato eseguito in circa un quinto dei pazienti reclutati. Nonostante l'uso diffuso di un trattamento in combinazione (87% dei pazienti), il controllo della pressione arteriosa (<140/90 mmHg) è stato raggiunto nel 27,1%, il corrispondente per i controlli ambulatoriali (<130/80 mmHg) è del 35,7%. Anche nell'Europa dell'est c'è ancora molto da fare...

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