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Utilità limitata dell'ICD nell'insufficienza cardiaca e renale avanzate

Fonte: AHJ Volume 161,1, 204-209. (Gennaio 2011).

Gli stadi avanzati di IC (Insufficienza cardiaca ) e CKD (malattia renale cronica) si sono mostrati associati con un aumento del rischio di morte aritmica ma soprattutto non aritmica. Quindi i benefici dell’impianto di ICDs in pazienti con stadi avanzati di queste patologie sembra avere un utilità limitata per la preponderanza, in queste condizioni, di morti non aritmiche. Utilizzando i dati del trial SOLVD, il dott. Alawi A. Alsheikh-Ali ed i suoi colleghi hanno considerato 6.378 pazienti senza ICD (età 60 ± 10, frazione di eiezione ventricolare sinistra 27 ± 6, maschi 86%) valutandone lo stadio di IC mediante la classificazione NYHA e la CKD mediante il GFR (livelli di filtrato glomerulare) ed hanno rilevato il verificarsi di 421 morti aritmiche e 1.188 morti non aritmiche nel corso di un follow-up mediano di 34 mesi. Le fasi più avanzate di IC e CKD si sono mostrate associate ad un aumentato rischio sia di morte aritmica che non aritmica e l’aumento del rischio di morte non aritmica nella fase di IC più avanzata era sproporzionatamente superiore a quella di morte aritmica e questa differenza era ancor più esagerata in presenza di insufficienza renale cronica avanzata.

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