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Valsartan + amlodipina nel trattamento dell'ipertensione non controllata da solo ARB

Fonte: J Hypertens 2011; 29(1): 161-170.

Spesso molti pazienti in terapia con un bloccante del recettore dell’angiotensina (ARB) in monoterapia necessitano di almeno due agenti per avere un controllo ottimale della pressione; questo studio ha valutato se un trattamento intensivo con amlodipina/valsartan sia superiore a un trattamento con dosaggi inferiori di amlodipina/valsartan in pazienti non controllati con la monoterapia con ARB. In questo studio di 12 settimane sono stati arruolati pazienti in terapia con un ARB diverso da valsartan da almeno 28 giorni e con una pressione sistolica (SBP) ≥ 150 ma < 200 mmHg; questi pazienti sono stati randomizzati ad amlodipina/valsartan 5/320 mg (n = 369) o 5/160 mg (n = 359). Dopo due settimane la dose è stata aumentata a 10/320 mg nel braccio in trattamento intensivo; dopo 4 settimane in entrambi i bracci è stato aggiunto idrocolorotiazide al dosaggio di 12.5 mg con un’ulteriore aggiunta di altri 12.5 mg di idroclorotiazide dopo 8 settimane nei pazienti in cui permaneva una SBP > 140 mmHg. Al basale la pressione nei due gruppi era simile: 163.9/95.5 mmHg nel gruppo in trattamento intensivo e 163.3/95.0 mmHg nel gruppo con dosaggi moderati. Il trattamento intensivo ha portato ad una maggiore riduzione pressoria rispetto al trattamento a dosaggi moderati (P<0.05) a partire dalla settimana 4 (-23.0/-10.4 vs -19.2/-8.7 mmHg) fino alla settimana 12 (-29.0/-14.8 vs -25.3/-12.3 mmHg). Gli effetti collaterali si sono verificati nella stessa percentuale nei due gruppi (36.3% vs 37.6%) anche se gli edemi periferici sono stati più frequenti nel gruppo in trattamento intensivo (8.7 vs 4.5%; P=0.025). Questo studio dimostra che iniziare da subito un trattamento intensivo con amlodipina/valsartan porta ad un significativo abbassamento della pressione rispetto ad un trattamento con gli stessi farmaci a dosaggi più bassi nei pazienti ipertesi non responsivi ad una monoterapia con ARB.

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