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Update delle Linee Guida americane sulla fibrillazione atriale

Fonte: J. Am. Coll. Cardiol. 2011;57;223-242.

Dopo quelle europee, datate agosto-settembre 2010, ecco le Linee guida americane sulla fibrillazione atriale, uscite su JACC questo mese e ovviamente free online. Prestigiose le società scientifiche coinvolte: AHA, l’ACCF, l’HRS. Interessanti con sicure fonti di dibattito e discussione. Ad iniziare dal controllo della frequenza cardiaca nei pazienti con fibrillazione atriale(FA) permanente. L’uso di una strategie aggressiva nel controllo della FC (ossia < 80 bpm a riposo ed <110 bpm dopo il 6 minutes walking test) rispetto ad una più indulgente non sembra favorire vantaggi (a patto che il paziente abbia una funzione contrattile >40% e non abbia sintomi correlabili all’aritmia). Pertanto, la raccomandazione di uno stringente controllo della FC media finisce in classe III. Questo aspetto, che a prima vista può lasciare perplessi, si basa fondamentalmente sullo studio RACE II (Rate Control Efficacy in Permanent Atrial Fibrillation), eseguito su 614 pazienti con FA permanente ed in cui l’end point primario dello studio (morte per causa cardiovascolare, stroke, ospedalizzazioni, scompenso cardiaco, embolizzazione sistemica, sanguinamento e aritmie minacciose) si è verificato nel 12.9% nel gruppo con FC medie più elevate rispetto al 14.9% nel gruppo con stretto controllo della FC (90% CI: -7.6 a 3.5; p<0.001). Un approccio meno restrittivo, secondo gli Autori, richiede, inoltre, meno controlli medici ambulatoriali. Altro capitolo interessante è ovviamente quello che riguarda il dronedarone, che entra a far parte anche in questo update americano, dell’armamentario terapeutico dei pazienti affetti da fibrillazione atriale. Ebbene, l’uso del dronedarone va in classe IIa per la riduzione delle morti e delle re ospedalizzazioni in pazienti colpiti da fibrillazioni atriali parossistiche e può essere iniziato anche in fase extraospedaliera (livello di evidenza B). Non deve essere utilizzato in pazienti in classe IV della NYHA o in pazienti con recenti riacutizzazioni di insufficienza cardiaca (<4 settimane), soprattutto in quelli con EF<35% (Classe IIIB). In figura riportiamo la flow-chart di trattamento proposto per i mantenimento del ritmo sinusale. Si sottolinea che l’ordine dei farmaci nella figura è in ordine alfabetico e non per preferenze particolari. Si ricorda infine che il dronedarone è impiegato al dosaggio di 400 mg due volte al giorno da assumere ai pasti. Per il resto, sul dronedarone trovate molte informazioni sul nostro sito di Cardioink. Il grande assente è invece il dabigatran, ma solo perché non approvato dall’FDA per questa indicazione al tempo dell’inizio dei lavori di stesura di questo documento..Purtroppo!… anche in questo caso, per saperne di più, digitate Dabigatran sul motore di ricerca del nostro sito…

Buona lettura a tutti.

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