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Statine in prevenzione primaria... Solo ai pazienti ad alto rischio?

Fonte: Cochrane Libr 2011 (January 19, 2011).

Una nuova revisione targata Cochrane ha provocato non poche polemiche concludendo che non vi sono al momento prove sufficienti per raccomandare l'uso diffuso delle statine in prevenzione primaria delle malattia cardiovascolari. Gli autori della nuova meta-analisi, guidati dal Dr Taylor (London School, igiene e medicina tropicale, UK), ha diffuso un comunicato stampa che ha messo in discussione il beneficio delle statine in prevenzione primaria suggerendo che i dati sin qui raccolti e che hanno mostrato un beneficio considerevole possono essere stati viziati dalle stesse aziende farmaceutiche, principali finanziatori degli stessi trials. Ciò ha chiaramente portato grande scalpore, portando anche numerose testate giornalistiche non strettamente del settore a titoli non proprio lusinghieri ed evidenziando che, stando ai risultati di questa nuova metanalisi, diversi milioni di persone sono inutilmente trattati ed anzi esposti a potenziali effetti colletarela di tali farmaci. Inoltre, ad infuriarsi non poco, altri gruppi di ricercatori di opposto avviso ovviamente che hanno prontamente risposto che le statine non solo sono utili in prevenzione primaria per qualsiasi profilo di rischio (anche basso) ma sono anche estremamente ben tollerate, con una incidenza di effetti collaterali praticamente trascurabile. Essi sostengono che i revisori Cochrane hanno travisato i dati con potenziali gravi conseguenze negative per molti pazienti attualmente in trattamento con questi agenti. Gli autori della nuova metanalisi hanno esaminato i dati di 14 studi condotti su 34.272 pazienti. I risultati nei pazienti trattati con statine sono stati confrontati con quelli nei pazienti trattati con placebo o cure tradizionali. Sebbene i risultati abbiano suggerito che i decessi sono stati ridotti dal trattamento con statine, i ricercatori affermano che il risultato ottenuto non è grande abbastanza per giustificare il costo/beneficio e il rischio di effetti avversi. Uno dei principali investigatori, il Dott. Shah Ebrahim (South Asia Network for Chronic Disease, New Delhi, India) ha affermato che la loro analisi ha riguardato solamente pazienti a basso rischio, affermando che nell’analisi, meno del 10% aveva una precedente storia di malattia cardiovascolare. Ora, i risultati principali della metanalisi: In nessuno degli otto studi considerati la riduzione di mortalità totale è stata importante, ma, dopo la unificazione dei dati, si è osservato in calo del 17% di riduzione nel gruppo tattato con statine. Sugli eventi coronarici fatali e non, si è assistita una riduzione relativa del 28%, mentre sullo stroke fatale e non, si è ottenuta una riduzione relativa del 22%.

Revisione Cochrane: rapporto rischio di eventi importanti in prevenzione primaria con statine in pazienti a basso rischio

Risultato

Risk ratio (95% CI)

La mortalità totale

0.83 (0.73-0.95)

Fatale e non fatale eventi coronarici

0.72 (0.65-0.79)

Ictus fatale e non fatale

0.78 (0.65-0.94)

Gli autori concludono dicendo che probabilmente nelle persone a rischio maggiore (≥20% a 10 anni) i benefici sono superiori, superando i potenziali rischi acuti del trattamento. Tale metanalisi, inoltre, pare essere in linea con i consigli NICE sull’argomento.

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