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Associazione di perindopril-indapamide: effetti pressori e microvascolari

Fonte: Journal of Hypertension: Volume 29 - Issue 2 - p 364-372.

I pazienti ed i modelli animali di ipertensione arteriosa sono caratterizzate da alterazioni strutturali e funzionali del microcircolo coronarico. Utilizzando un approccio traslazionale, abbiamo verificato se il trattamento antipertensivo può invertire rimodellamento microvascolare e migliorare la perfusione miocardica. In 20 pazienti ipertesi con ipertrofia ventricolare sinistra, sono stati misurati i valori di pressione arteriosa, l’indice di massa ventricolare sinistra ed il flusso ematico miocardico al basale e dopo 6 mesi di trattamento con perindopril + indapamide. Nei ratti spontaneamente ipertesi, la pressione arteriosa, il flusso coronarico e l’istomorfometria delle arteriole coronariche intramurali sono stati misurati dopo 8 settimane di trattamento con placebo o con perindopril + indapamide. Nei pazienti, il trattamento portava alla riduzione sia della pressione arteriosa (161±10 / 96 ± 5; 136±12 / 81±6 mmHg, p <0,0001) che dell’indice di massa ventricolare sinistra (93±16; 85±17 g/m2; P < 0,01), mentre aumentava il flusso miocardico di base (0,69±0,13-0,88±0,36 ml/min/g; P <0,05) e in fase di iperemia (1,42±0,32-1,94±0,99 ml/min/g, P <0,05). Nei ratti trattati con perindopril+indapamide (n = 11), la pressione arteriosa era di 93±18/55±18 mmHg rispetto a 215±18/161±17 mmHg nel gruppo placebo (n = 6, p<0,001), il flusso di base è rimasto invariato mentre il flusso coronarico in iperemia era 19,89±3,50 vs 12,15±0,99 ml/min/g rispettivamente. Le zone mediali delle arteriole intramurali era 1.613 ± 409 μm2con perindopril + indapamide e 8.118 ± 901 μm2 con il placebo (P<0,001). In conclusione, nei pazienti con ipertensione arteriosa e ipertrofia ventricolare sinistra, l’associazione perindopril + indapamide riduce la pressione arteriosa e l’indice di massa ventricolare sinistra e migliora il flusso ematico miocardico a riposo e durante iperemia. I dati sui ratti dimostrano che il miglioramento del flusso coronarico osservato dopo il trattamento è dovuto a rimodellamento inverso delle arteriole coronariche intramurali e al miglioramento della funzione microvascolare.

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