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Infarto miocardico periprocedurale: come misurarlo?

Fonte: J Am Coll Cardiol 2011; 57:653-661.

Secondo le attuali linee guida un incremento di troponina I oltre 3 volte il limite superiore di normalità è indicativo di infarto miocardico periprocedurale. Nella pratica clinica, tuttavia, è piuttosto frequente il riscontro di lievi incrementi isolati di troponina I dopo angioplastiche complesse. In questo studio, gli autori hanno arruolato 32 pazienti sottoposti ad angioplastica, in cui è stato dosato il valore di troponina I e CK MB prima dell’angioplastica e successivamente a 1 ora, 6, 12 e 24h. Inoltre, i pazienti sono stati sottoposti a RMN cardiaca con contrasto per identificare le aree di necrosi. In base ai risultati sono stati individuati 3 gruppi: 1) nessun danno (troponina I< 99° percentile); 2) necrosi periprocedurale (troponina I fino a 3 volte il 99° percentile); 3) infarto miocardico periprocedurale (troponina I> 3volte). Globalmente, in base ai valori di troponina I, 26 pazienti su 32 hanno avuto un infarto miocardico periprocedurale, ma solo in una minoranza era presente una necrosi evidenziata alla RMN con contrasto (3 pazienti). Utilizzando i valori di CK MB invece 17 pazienti sono stati classificati nel gruppo 1, 10 pazienti nel gruppo 2 e solo 5 pazienti nel gruppo 3 (infarto miocardico). Gli autori propongono quindi che l’utilizzo del marcatore CK MB possa essere clinicamente più utile nella stratificazione del rischio di questi pazienti.

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