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Arresto cardiaco..gli outcome migliorano

Fonte: Am J Cardiol 2011;107:522-527.

Il trattamento dei pazienti rianimati dopo arresto cardiaco extraospedaliero negli ultimi anni si è caratterizzato per l’introduzione della ipotermia e un incremento del numero di pazienti sottoposti a coronarografia in urgenza. In questo interessante studio, gli autori hanno svolto una analisi retrospettiva su una popolazione di 125 pazienti resuscitati da ACC extraospedaliero dal 2002 al 2009 e hanno confrontato le strategie terapeutiche e gli outcome suddividendo i pazienti in due gruppi in base all’epoca di trattamento (periodo dal 2002 al 2003 e periodo dal 2007 al 2009). La terapia preospedaliera è risultata simile nei due gruppi (adrenalina, DC shock) così come l’incidenza di shock cardiogeno (48% vs 41%, p=0.2), di stato neurologico compromesso (77% vs 86%, p=0.2) e di infarto miocardico con sopraslivellamento del tratto ST (33% vs 43%, p=0.1). Nel secondo gruppo (2007-09) è stata eseguita più frequentemente la coronarografia (77% vs 45%, p<0.01), una procedura di angioplastica (38% vs 23%, p=0.03) e la ipotermia (75% vs 0%, p<0.01). La strategia contemporanea di trattamento è risultata associata ad una migliore sopravvivenza (64% vs 39%, p<0.01) e ad un miglior recupero dello stato neurologico (57% vs 29%, p<0.01).

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