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Il ritorno dell’acido folico: potrebbe funzionare in prevenzione primaria

Fonte: PLoS One 2011 on line 2 febbraio 2011.

Secondo gli autori di una nuova metaanalisi  una possibile spiegazione del motivo per cui l'abbassamento di omocisteina con acido folico non ha mostrato benefici nel ridurre gli eventi ischemici, quando gli studi genetici sembrano avere individuato l'omocisteina come fattore di rischio causale per le malattie cardiache, può essere collegato all'uso di aspirina o altri agenti antipiastrinici. L'analisi è stata pubblicata online su PLoS One il 2 febbraio 2011. Gli autori spiegano che l'omocisteina aumenta l’aggregazione piastrinica, ma la stragrande maggioranza degli studi con acido folico come un possibile trattamento sono stati condotti in pazienti con malattia cardiaca, quindi la maggior parte con concomitante assunzione di aspirina, che potrebbe aver mascherato l'effetto di abbassare l'omocisteina. I ricercatori hanno quindi classificato gli studi e hanno scoperto che in quelli con  con il minor impiego di aspirina l'acido folico è  associato a una riduzione degli eventi ischemici. Ma negli studi con l'uso di aspirina, la stessa riduzione dell'omocisteina con acido folico non è stata associata ad una riduzione degli eventi ischemici. L'autore principale il dottor David Wald (Wolfson Institute of Preventive Medicine, London, UK) ha commentato che risultati dello studio indicano che i pazienti che stanno già assumendo aspirina non possono beneficiare della riduzione dell'omocisteina con acido folico. L’ acido folico avrebbe un ruolo nella prevenzione primaria, quando l'aspirina non è generalmente utilizzata, ma non in prevenzione secondaria, quando lo è. La ricerca secondo l’autore dovrebbe tenere la porta aperta per l'acido folico come un mezzo per prevenire la cardiopatia ischemica. Wald ritiene che la nuova analisi rafforza la tesi per l'assunzione di integratori di acido folico: il trattamento non e’ dannoso e se non vi’ è concomitante trattamento con aspirina, si potrebbe ridurre il rischio di sviluppare malattie cardiache e ictus. L’autore commenta che gli studi recenti che non mostrano alcun beneficio di acido folico in pazienti con malattia di cuore hanno portato all’ opinione che omocisteina non ha un ruolo causale nella malattia di cuore, ma questo non coincide con la epidemiologia degli studi genetici. Questi studi si sono concentrati sulla metilenetetraidrofolato reduttasi (MTHFR) del gene, che codifica per un enzima coinvolto nella cessione di omocisteina. Gli studi hanno dimostrato che gli individui con la variante TT di questo gene, che hanno un enzima MTHFR disfunzionale per cui i livelli di omocisteina aumentano, hanno un rischio significativamente più elevato di cardiopatia ischemica rispetto a quelli con omozigoti CC (la variante associata ad una minore omocisteina). Gli autori hanno condotto una meta-analisi di studi genetici e studi clinici randomizzati su acido folico. Per la genetica, hanno identificato 75 studi che hanno confrontato la prevalenza della variante TT versus omozigoti CC in 22.068 casi con cardiopatia ischemica e 23.618 controlli senza malattie cardiache. Hanno trovato che gli individui con il genotipo TT anno un 16% in più di probabilità di sviluppare una cardiopatia ischemica rispetto a quelli con genotipo CC. Per la seconda meta-analisi, Wald et al hanno identificato 14 studi randomizzati di riduzione dell'omocisteina con vitamine del gruppo B, tra cui 39.597 partecipanti che hanno registrato 3.233 eventi ischemici cardiaci, e hanno usato i dati per verificare l'ipotesi che l'uso di aspirina può influenzare l'effetto protettivo di acido folico. I risultati hanno mostrato che l'assunzione di vitamine del gruppo B è stato associato ad una riduzione media di omocisteina nel siero di 3,3 micromol / L, ma senza nessuna riduzione della cardiopatia ischemica. Tuttavia,da un'analisi più approfondita è emerso che l'acido folico è stato associato ad una riduzione degli eventi ischemici nei cinque studi con la più bassa prevalenza di terapia antiaggregante (60% in media, di solito l'aspirina), ma non nei cinque studi che riportano elevato l'uso di aspirina (91% in media).

Effetto di acido folico sul rischio di eventi ischemici malattie cardiache a seconda dell'uso di aspirina

Aspirin use

Odds ratio for ischemic heart disease events with folic acid

95% CI

Lower aspirin use

0.94

0.84-1.05

Higher aspirin use

1.09

1.00-1.19

p for the difference between the two estimates=0.037

Wald DS, Morris JK, and Wald NJ. Reconciling the evidence on serum homocysteine and ischaemic heart disease: A meta-analysis. PLoS One 2011.

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