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Filtrato glomerulare e albuminuria per predire il rischio di eventi coronarici nei soggetti diabetici: lo Strong Heart Study

Fonte: Am J Cardiol 2011; 107 (3): 399-405.

E’ sicuramente necessario migliorare la precisione nel predire il rischio di eventi coronarici (CHD) nei pazienti diabetici e con problemi renali. L’aggiunta dell’albuminuria ai già esistenti metodi di calcolo del rischio per CHD è stata proposta nello Strong Heart Study (SHS). In questo studio il tasso stimato di filtrato glomerulare (eGFR) è stato usato in aggiunta ai metodi già esistenti per stimare il rischio per CHD in 4.549 partecipanti allo studio SHS, di età compresa tra i 45 e i 74 anni. Dopo un aggiustamento per i fattori di rischio per CHD secondo Framingham, l’hazard ratio per eGFR come predittore per CHD era di 1.69 (95% intervallo di confidenza da 1.34 a 2.13) nelle donne e 1.41 (95% intervallo di confidenza da 0.94 a 2.13) negli uomini. I modelli che includevano albuminuria, eGFR, o entrambi erano superiori nel determinare il rischio per CHD rispetto ai modelli che usavano i tradizionali fattori di rischio nelle donne; negli uomini, invece, il miglioramento è stato visto solo utilizzando la microalbuminuria e la combinazione di albuminuria e eGFR. Gli aggiustamenti fatti secondo Hosmer-Lemeshow hanno mostrato una buona calibrazione per i modelli che utilizzavano eGFR da solo in entrambi i sessi, seguito dai modelli che utilizzavano la sola albuminuria in entrambi i sessi. L’aggiunta di eGFR e albuminuria ha migliorato il potere di discriminazione (IDI) in entrambi i sessi (IDI 0.027, p<0.0001 nelle donne; IDI 0.008, p<0.0156 negli uomini). Quindi un calcolatore del rischio che includa l’albuminuria aumenta il potere predittivo per CHD rispetto a un calcolatore che utilizza solo i metodi convenzionali. L’aggiunta del solo eGFR migliora il potere predittivo nelle donne, ma per gli uomini è preferibile includere anche l’albuminuria. In conclusione questo calcolatore potrebbe essere utile nello stimare il rischio per CHD nelle popolazioni con alta prevalenza di diabete e patologie renali.

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