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Come trattare l’infarto del miocardio con STEMI?

Fonte: Eur Heart J 2010; doi: 10.1093/eurheartj/ehq410.

Più del 50% dei pazienti con infarto del miocardio con elevazione del tratto ST (STEMI) soffre di patologia coronarica multi-vasale, che è noto essere associata ad una prognosi peggiore. Le strategie di trattamento usate nella pratica clinica variano da un’angioplastica percutanea multi-vasale (PCI), a strategie conservative di PCI localizzate solo al vaso che va a irrorare l’area infartuata e successiva terapia medica a meno che non subentri una nuova ischemia. Ogni approccio ha i suoi vantaggi e svantaggi. Questa review raccoglie le opinioni di diversi esperti internazionali. Il concetto è che la patologia multi-vasale nello STEMI non è una singola entità e, quindi, l’approccio dovrebbe essere personalizzato. Comunque la regola generale che potrebbe essere proposta, almeno fino a che studi futuri non proveranno il contrario, è la seguente: (i) nella fase acuta dello STEMI la PCI su singolo vaso dovrebbe essere la strategia di prima linea per trattare solo il vaso che va a irrorare l’area infartuata; (ii) una PCI in acuto multi-vasale potrebbe essere giustificata solo in casi eccezionali in pazienti con lesioni multiple e critiche (>90%) e potenzialmente instabili; (iii) lesioni significative delle arterie non responsabili dell’infarto dovrebbero essere trattate con terapia medica o con una successiva rivascolarizzazione, entrambe le opzioni sono accettabili.

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