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La disfunzione renale nello scompenso cardiaco è dovuto alla congestione e non alla bassa portata..

Fonte: Clin Cardiol. 2011 Feb;34(2):113-6. doi: 10.1002/clc.20831.

Interessante valutazione fisiopatologica del dott. M Guglin e i suoi colleghi della South Florida University che, partendo dal presupposto che la disfunzione renale nello scompenso cardiaco sia dovuta alla scarsa perfusione del rene, hanno valutato l'ipotesi che la congestione passiva nello scompenso cardiaco sia più importante della scarsa perfusione. I ricercatori hanno studiato rispettivamente 178 pazienti sottoposti a cateterizzazione del cuore destro per la valutazione dello scompenso cardiaco e che erano stati sottoposti a controllo della creatininemia nello stesso giorno. La creatininemia e la velocità di filtrazione glomerulare correlavano con la pressione venosa centrale (r=0.22, P=0,001 er=-0,55, P<0.0001, rispettivamente) e la pressione di perfusione renale (r=0.21, P= 0,001 e R=0,27, p=0,015, rispettivamente), mentre non correlavano con l'indice cardiaco e frazione di eiezione del ventricolo sinistro. La creatininemia era significativamente più alta e la velocità di filtrazione glomerulare è stata significativamente più bassa nel terzile superiore della pressione venosa centrale e della pressione polmonare capillare di incuneamento così come nel terzile più basso della pressione di perfusione renale. In base a questi risultati, con i limiti del ridotto numero di pazienti e della retrospettività dello studio, gli autori concludevano affermando che la disfunzione renale nello scompenso cardiaco è determinato più dalla congestione passiva che da bassa perfusione.

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