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PUFA: nessun effetto nella prevenzione di recidive di aritmia dopo cardioversione elettrica

Fonte: Europace (2011) 13 (2): 174-181.

Queste sono le conclusioni a cui sono giunti il dott. Leopoldo Bianconi (Dipartimento di Cardiologia, San Filippo Neri, Roma) ed i suoi colleghi selezionando 204 pazienti di età media 69,3 anni, 33% femmine, che presentavano fibrillazione atriale permanente e che sono state sottoposte a cardioversione elettrica (CVE). I partecipanti allo studio, nei giorni precedenti alla CVE, dovevano assumere PUFA 3g/die mentre nei giorni successivi venivano randomizzati: 104 soggetti a PUFA 2g\die ed i restanti 100 a placebo per un periodo di 6 mesi. L’antiaritmico utilizzato in associazione era a discrezione dei curanti. Il ritmo cardiaco era accertato mediante monitoraggio telematico e visita clinica. L’end point primario era l’incidenza di recidiva di fibrillazione atriale. Ripristino del ritmo sinusale (spontaneo o dopo CVE) si otteneva in 187 pazienti (91.7%) le recidive di fibrillazione atriale avvenivano in 56 soggetti (58.9%) di quelli randomizzati a PUFA ed in 47 (51.1%) di quelli che assumevano placebo (P=0.28). Il tempo medio di recidiva di fibrillazione atriale era 83 ± 8 giorni nel gruppo PUFA e 106 ± 9 giorni nel gruppo placebo (P=0.29); dati che suggeriscono l’assenza di utilità dei PUFA nella riduzione delle recidive di fibrillazione atriale.

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