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Candesartan non fornisce alcun beneficio nei pazienti dopo ictus cerebri acuto

Fonte: The Lancet, doi:10.1016/S0140-6736(11)60104-9.

I risultati dello studio SCAST coordinato da E.C. Sandset dell’Università di Oslo hanno evidenziato che non vi è alcuna indicazione ad abbassare la pressione arteriosa con candesartan nei pazienti ipertesi con ictus cerebri acuto e addirittura che ciò provoca "un effetto nocivo".  Lo studio ha randomizzato 2.029 pazienti con ictus cerebri acuto e con pressione arteriosa sistolica di 140 mmHg o superiore a ricevere candesartan o placebo per 7 giorni. Durante la settimana di trattamento, la pressione arteriosa è risultata significativamente inferiore nei pazienti nel braccio candesartan, rispetto ai pazienti trattati con placebo. Tuttavia, in 6 mesi di follow-up, non è emersa alcuna differenza statisticamente significativa tra i due gruppi per quanto riguarda il rischio di morte per qualsiasi causa, infarto miocardico o ictus. Inoltre, i pazienti trattati con candesartan hanno registrato risultati più negativi rispetto ai pazienti trattati con placebo, anche se questo risultato non è stato considerato statisticamente significativo. In particolare, nove pazienti nel gruppo di trattamento hanno avuto episodi di ipotensione sintomatica, rispetto a cinque pazienti trattati con placebo; 18 pazienti trattati con candesartan sono andati incontro a insufficienza renale, rispetto ai 13 pazienti trattati con placebo.

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