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Qualcosa si muove: l'update delle linee guida AHA sulla prevenzione cardiovascolare per le donne abbassano la soglia dell’alto rischio

Fonte: Circulation on line 2011.

Il primo update delle linee guida dell’America Heart Association sulla prevenzione delle malattie cardiovascolari nelle donne, recentemente pubblicato on line su Circulation, ha abbassato la soglia di chi e’ considerata ad "alto rischio". E’ stato, inoltre, sviluppato un secondo punto che riguarda il fatto che le donne che hanno avuto complicanze in gravidanza sono a maggior rischio di malattie cardiovascolari. La soglia per quello che è considerato " alto rischio" tra le donne è stato abbassato da un >20% del rischio di morire di un attacco di cuore nei prossimi 10 anni ad un > 10% di rischio di morire per ogni evento cardiovascolare nei prossimi 10 anni. L’autore principale commenta che ci sono due ragioni principali per questo: In primo luogo i principali strumenti di valutazione del rischio che vengono utilizzati tendono a sottostimare il rischio nelle donne e, in secondo luogo, le donne sono più propense degli uomini ad avere un ictus rispetto ad un attacco di cuore, dato che si voleva essere sicuri di includere nella valutazione del rischio. Un altro cambiamento importante in termini di valutazione del rischio è iniziare a considerare le complicanze in corso di gravidanza come fattori di rischio aggiunto. I Medici in generale, ma soprattutto gli Specialisti in Malattie cardiovascolari dovrebbero sapere che la preeclampsia o il diabete gestazionale durante la gravidanza, e/o la nascita di un neonato pretermine o di un bambino che è piccolo per la sua età gestazionale o un sanguinamento nel terzo trimestre sono tutti fattori associati ad un aumentato rischio cardiovascolare. Questo rappresenta un'opportunità unica per identificare le donne a rischio in modo di instaurare una più aggressiva terapia preventiva e un miglior controllo dei fattori di rischio. Le nuove linee guida comprendono anche "l'ammorbidimento" di una serie di raccomandazioni precedenti. In primo luogo, l'uso di aspirina in pazienti diabetiche, che era una raccomandazione di classe I, ed è ora una classe IIa poiche’ i dati sui benefici dell'aspirina per le diabetiche non sono così forti come sono per le donne con malattia cardiovascolare. E’ anche "ammordita" la raccomandazione per il controllo glicemico nel diabete (HbA1c<7%) perche’ ci possono essere effetti negativi di controllo troppo aggressivo in alcune donne. Un'altra "raccomandazione soft" è per l'uso delle statine in prevenzione primaria in donne senza colesterolo alto, ma che hanno un elevato livello di PCR; la ragione di questo è che il beneficio assoluto è molto piccolo, anche se la proporzionale riduzione del rischio è molto alto. Gli effetti collaterali a lungo termine e il costo potrebbero superare i benefici.

Mosca L, Benjamin EJ, Berra K, et al. Effectiveness-based guidelines for the prevention of CVD in women—2011 update. A guideline from the American Heart Association. Circulation 2011. Available at: http://circ.ahajournals.org.

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