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Enzimi miocardici e sopravvivenza post by pass

Fonte: JAMA. 2011;305(6):585-591.

L’innalzamento dei livelli di CKMB o troponina entro le prime 24h dopo l’intervento è indipendentemente associato ad un aumento del rischio di morte a intermedio e lungo termine, nei pazienti sottoposti a BPAC (bypass Aorto-Coronarico). Queste sono le conclusioni dello studio condotto dal dott. Michael J. Domanski e dai suoi colleghi che si sono proposti, in questa metanalisi, di valutare la relazione tra i markers di necrosi miocardica e la mortalità a breve, intermedio e lungo termine. Sono stati inclusi 18.908 pazienti da 7 diversi studi che avevano dati relativi ai livelli di CKMB troponina e mortalità con un follow-up da 3 mesi a 5 anni. La mortalità aumentava in funzione dell’aumento del livello di CKMB. La mortalità a 30 giorni in funzione dei livelli di CKMB, se tra 1 e <2 era 0.63%, se tra 2 e <5 era 0.95%, se tra 5 e <10 era 2.09% e se >10 era 7.06%. Il CKMB era il maggiore predittore indipendente di morte a 30 gg e dopo aggiustamenti per altri fattori, questa proporzione si manteneva anche per mortalità oltre i 30gg fino ad 1 anno (p<0.001). Analisi simili utilizzando la troponina come marker di necrosi miocardica confermavano anche la troponina come predittore indipendente di mortalità a 30 giorni e da 1 a 6 mesi (entrambi con P<0.001).

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