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Difetto interatriale diagnosticato in età avanzata: meglio trattarlo!

Fonte: European Heart Journal (2011) 32, 553-560.

In questo studio è stato valutato l’impatto dell’età sui benefici clinici della chiusura di un difetto interatriale in soggetti adulti. In 236 pazienti sottoposti a chiusura percutanea di DIA sono stati valutati la classe funzionale, la presenza di aritmie, il rimodellamento ventricolare destro e la pressione polmonare arteriosa. I pazienti sono stati suddivisi in 3 gruppi in base all’età: gruppo A con età <40 anni (n=78), gruppo B con età tra 40 e 60 anni (n=84), gruppo C con età >60 anni (n=74). Le dimensioni del difetto (valore mediano 22mm) e l’entità dello shunt (Qp:Qs 2.2) erano sovrapponibili tra i gruppi. I valori di PAP (r = 0.65, p=0.0001) e le dimensioni del ventricolo destro sono risultate correlate all’età (r=0.28, p=0.0001). Dopo la procedura di chiusura le dimensioni del VD si sono ridotte da 41+7, 43+7 e 45+6 mm a 32+5, 34+5 e 37+5 mm nei gruppi A, B, e C, rispettivamente (P=0.0001) e la PAP si è ridotta da 31+7, 37+10 e 53+17 mmHg a 26+5, 30+6, e 43+14 mmHg (P=0.0001), rispettivamente. Le variazioni assolute delle dimensioni del VD e dell’entità della PAP non sono risultate significativamente differenti nei 3 gruppi. I sintomi erano presenti nel 13, 49 e 83% dei pazienti prima della chiusura del DIA e nel 3, 11 e 34% dopo la chiusura nei 3 gruppi rispettivamente. In conclusione la chiusura percutanea di un difetto interatriale si associa ad un miglioramento dei sintomi e ad una riduzione delle pressioni polmonari e delle dimensioni del ventricolo destro anche nei pazienti con età avanzata.

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