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Anche la glicemia post-prandiale serve per determinare il rischio cardiovascolare.

Fonte: J Hypertens. 2010 Dec 29; in press.

L’ipertensione isolata riscontrata in ospedale potrebbe essere un indicatore di ipertensione futura e diabete. Questo studio ha valutato cosa succede dopo due ore da un carico orale di glucosio sulla rigidità arteriosa, la funzionalità autonomica e i biomarcatori circolanti in soggetti con ipertensione isolata riscontrata in ospedale, normotesi e ipertesi. I partecipanti, di età compresa tra i 39 e i 75 anni, non in trattamento per la pressione, non fumatori e non diabetici (n = 105) sono stati suddivisi in normotesi, ipertesi in ambulatorio e ipertesi sulla base delle varie misurazioni pressorie. I partecipanti sono stati valutati per la funzionalità autonomica, la velocità di trasmissione dell’impulso dell’onda aorto-femorale (PWVc) e sono stati eseguiti prelievi per il profilo lipidico e per parametri come la proteina C-reattiva ad alta sensibilità (hsCRP), l’inibitore dell’attivatore del plasminogeno (PAI-1), la dimetilarginina asimmetrica (ADMA), e il fattore di von Willebrand (vWF). I pazienti sono stati, poi, sottoposti ad un test di tolleranza al glucosio. Dopo la curva da carico l’8.3% dei normotesi, il 37.9% dei pazienti ipertesi in ambulatorio e il 15% dei pazienti francamente ipertesi aveva un’alterata tolleranza agli idrati di carbonio. La glicemia dopo due ore dal carico era 5.7 mmol/l [intervallo di interquartile (IQR) 5.2-6.4] per i normotesi, 7.4 mmol/l (IQR 6.5-8.3) per gli ipertesi in ambulatorio (P=0.002 vs. normotesi) e 6.2 mmol/l (IQR 5.6-6.9) per gli ipertesi. Le altre misure di insulino-resistenza erano simili nei tre gruppi. Un test di stress mentale ha indotto un maggiore aumento pressorio nel gruppo iperteso in ambulatorio (P=0.01 vs. normotesi); le altre misurazioni della funzionalità autonomica erano simili nei tre gruppi. La PWVc media, corretta per età e valori pressori, era simile tra il gruppo di soggetti ipertesi in ambulatorio e i normotesi, ma aumentati negli ipertesi. I marcatori circolanti non differivano tra i vari gruppi. Sulla base di questi dati possiamo concludere che per valutare il rischio cardiovascolare nei pazienti con pressione più elevata in ambulatorio si dovrebbe includere anche la misurazione della glicemia post-prandiale.

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