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La rivascolarizzazione con angioplastica migliora la sopravvivenza nei pazienti con STEMI

Fonte: Am J Cardiol 2011; 107 (4): 501-508.

Lo scopo di questo studio è stato valutare se la riperfusione attraverso angioplastica percutanea (PCI), migliori la sopravvivenza a 12 mesi da un infarto con elevazione del tratto ST (STEMI). Sono stati analizzati 2.036 pazienti tra i 23.517 pazienti con STEMI arruolati nello studio Polish Registry of Acute Coronary Syndromes da giugno 2005 ad agosto 2006. I 2.036 pazienti arruolati avevano avuto uno STEMI 12-24 ore prima, senza shock cardiogeno o edema polmonare e non erano stati riperfusi con trombolisi. Un approccio invasivo è stato scelto in 910 (44.7%) dei pazienti che si sono presentati tardivamente e di questi il 92% è stato riperfuso con PCI. I pazienti trattati con un approccio invasivo hanno avuto una mortalità a 12 mesi più bassa dei pazienti trattati conservativamente (9.3% vs 17.9%, p<0.0001). Il beneficio di una strategia invasiva si è mantenuto anche dopo un’analisi multivariata con un rischio relativo di 0.73 (95% intervallo di confidenza da 0.56 a 0.96). In conclusione, circa la metà dei pazienti che si sono presentati tardivamente sono stati trattati con PCI portando ad una riduzione della mortalità a 12 mesi rispetto a quelli trattati con strategia conservativa.

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