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Resincronizzazione cardiaca: una nuova metanalisi

Fonte: Ann Intern Med 2011: 154; 401-412.

La resincronizzazione cardiaca (CRT) ha dimostrato ridurre mortalità e morbilità in pazienti con sintomi di scompenso cardiaco avanzato. Recentemente la CRT è stata anche estesa a pazienti con sintomi minori ed in classe NYHA II. Per questa metanalisi, apparsa sull'ultimo numero degli Annals of Internal Medicine, sono stati presi in esame 25 trials  e 9.082 pazienti affetti da scompenso cardiaco dalla classe NYHA I alla IV e frazione di eiezione inferiore a 40%. Nei pazienti in Classe NYHA I e II, la CRT ha dimostrato di ridurre l'incidenza di morte per tutte le cause (RR 0.83: IC: 0.72-0.96) e le ospedalizzazioni (RR 0.71: IC: 0.57-0.87), senza tuttavia migliorare la capacità funzionale (ovviamente per la classe II) e la qualità di vita. In pazienti in Classe NYHA III e IV, la CRT migliora i principali parametri funzionali migliorando pertanto la classe NYHA e riduce sia la mortalità cardiaca, per tutte le cause (RR 0.78, IC: 0.67-0.91) e le ospedalizzazioni per riacutizzazioni di insufficienza cardiaca (RR 0.65: IC: 0.5-0.86). La mortalità peri-procedurale è stata globalmente dello 0.3%, con complicanze meccaniche nel 3.2% e l'incidenza di infezioni dell'1.4%.

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