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Curare intensivamente il diabete per migliorare la microalbuminuria

Fonte: Arch Intern Med 2011; 171(5): 412-420.

La microalbuminuria è una diagnosi comune nei pazienti con diabete mellito di tipo 1 e i suoi effetti a lungo termine sono variabili. Questo studio ha quantificato l’incidenza degli effetti a lungo termine dopo lo sviluppo di microalbuminuria nella popolazione dello studio DCCT/EDIC (Diabetes Control and Complications Trial/Epidemiology of Diabetes Interventions and Complications). In questo studio 1441 soggetti con diabete mellito di tipo 1 sono stati assegnati a una terapia intensiva o convenzionale; durante lo studio 325 soggetti hanno sviluppato persistente microalbuminuria (tasso di escrezione di albumina ≥30 mg/24 h a due visite consecutive). Questo studio ha valutato l’incidenza di progressione in macroalbuminuria (tasso di escrezione di albumina ≥300 mg/24 h a due visite consecutive), la variazione del tasso di filtrazione glomerulare (filtrato <60 mL/min/1.73 m(2) a due visite consecutive), e la regressione a normoalbuminuria (tasso di escrezione di albumina <30 mg/24 h a due visite consecutive). I pazienti sono stati seguiti per circa 13 anni dopo lo sviluppo di microalbuminuria. L’incidenza cumulativa di progressione a macroalbuminuria è stata del 28%, l’incidenza cumulativa della variazione del tasso di filtrazione glomerulare del 15%, l’incidenza cumulativa di patologia renale in fase terminale del 4% e l’incidenza cumulativa di regressione a normoalbuminuria del 40%. Gli effetti dell’albuminuria erano più favorevoli nel gruppo trattato con terapia intensiva, in particolare nei soggetti con valori di emoglobina glicata più bassi, assenza di retinopatia, sesso femminile, bassi valori pressori e più basse concentrazioni di colesterolo LDL e trigliceridi. Bassi valori di glicata, assenza di retinopatia e valori pressori più bassi sono stati associati con una ridotta incidenza di variazione del tasso di filtrazione glomerulare. Quindi, dopo lo sviluppo di persistente microalbuminuria, la progressione della patologia renale è frequente, tuttavia un controllo glicemico intensivo, più bassi valori pressori e un profilo lipidico più favorevole sono associati con una prognosi migliore.

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