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La sindrome delle gambe senza riposo influenza la struttura e la funzione cardiaca

Fonte: American College of Cardiology, 60° Scientific Session 2011, New Orleans.

Ci sono ormai molte evidenze scientifiche che mostrano come i disturbi frequenti del riposo notturno possano influenzare negativamente il sistema cardiovascolare. I dati presentati all'American College of Cardiology sugli effetti della sindrome delle gambe senza riposo non fanno che confermare questo trend. Si chiama Restless Legs Syndrome (RLS) ed è la sindrome delle gambe senza riposo, caratterizzata da frequenti movimenti involontari delle gambe durante il sonno. Mentre l'esatto meccanismo d'azione della RLS non è ancora conosciuto si è potuto verificare che, nei soggetti colpiti da questa sindrome coesistono anormalità nella trasmissione del segnale cerebrale che controlla il sistema nervoso simpatico. Questo fatto incide sul controllo della frequenza cardiaca e della pressione arteriosa, cosa peraltro già dimostrata e documentata in letteratura. Si stima che la RLS colpisca 12 milioni di Americani, che sia più comune nella popolazione anziana e che sia presente in un terzo dei soggetti sofferenti di insonnia. Lo studio presentato all'American College 2011 ha coinvolto 584 pazienti, affetti da RLS afferenti a centri per la gestione dei disturbi del sonno per effettuare una valutazione del sonno notturno. I soggetti sono stati divisi in due gruppi in base alla frequenza dei movimenti delle gambe durante il sonno. Non c'erano differenze significative tra i gruppi per ipertensione arteriosa, diabete, scompenso, fibrillazione atriale, disfunzione renale o OSA. Sono stati valutati parametri clinici ed ecocardiografici in entrambi i gruppi e gli outcome di lungo periodo determinati attraverso analisi di Kaplan-Meier, regressione logistica e modello di Cox. Dei 234 pazienti iniziali il 57% (69±10 yrs) aveva movimenti frequenti (definiti come Periodic Movement Index [PMI] >36/ora mentre il 43% (65±12 yrs) aveva movimenti delle gambe meno frequenti (PMI≤35/ora). Nonostante la frazione di eiezione ventricolare sinistra fosse sostanzialmente preservata nei due gruppi, la misurazione obiettiva della funzione cardiaca ha mostrato che le persone con movimenti delle gambe frequenti avevano una massa ventricolare sinistra maggiore (344±74 vs. 202±77g, p=0.01), un indice di massa maggiore (112±33 vs. 95±30 g/m², p=0.002) e un ispessimento della parete posteriore ventricolare superiore (11±2 vs. 10±2mm, p=0.01). Al follow up finale la presenza di severa ipetrofia ventricolare sinistra (LV mass index>116g/m²) correlava con l'aumento dell'incidenza di scompenso cardiaco, re-ospedalizzazioni e mortalità in un periodo medio di osservazione di 3,7 (2.4-7) anni. Inoltre, questi pazienti erano più anziani (65 vs. 61 anni), uomini e avevano una più alta incidenza di malattia coronarica. Arshad Jahangir, della Mayo Clinic in Arizona e principal investigator dello studio ha detto: "ciò che emerge di nuovo da questo studio è che la RLS appare come un nuovo fattore di rischio CV e che possa produrre più complicazioni di una ipertrofia ventricolare sinistra". I pazienti con più marcata ipertrofia ventricolare sinistra e fibrillazione atriale riportano, in un arco di 3 anni, una incidenza significativamente maggiore di scompenso cardiaco, re-ospedalizzazioni e morte. I soggetti con RLS con alta frequenza di movimenti sembra più esposti alla fibrillazione atriale (p <0.01) e anche se non mostrano tale patologia aritmica, quelli con ipetrofia ventricolare sinistra hanno un rischio più alto di eventi CV. Jahangir ha concluso dicendo "Con l'invecchiamento della popolazione, la prevalenza di malattie CV, ipetrofia ventricolare sinistra e RLS tenderanno ad aumentare e quindi, conseguentemente, l'impatto della RLS sulla morbilità e mortalità potrebbe incrementare. Diventerà quindi importante approfondire meglio la genesi della RLS ed i meccanismi che conducono ad influenzare la funzione e la struttura CV". Jahangir ha anche affermato che queste osservazioni meritano una coferma su più ampi numeri di pazienti e che la ricerca futura si dovra concentrare anche su trattamenti in grado di controllare la RLS e gli outcome CV correlati.

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Descrizione allegato: La RLS influenza lo sviluppo di ipetrofia ventricolare sinistra e la morbilità/mortalità CV

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