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Studio ACT Now: pioglitazone previene lo sviluppo del diabete!!!

Fonte: N Engl J Med 2011; 364: 1104-1115.

Sta creando molto clamore lo studio ACT NOW pubblicato dal Prof. De Fronzo sul New England Journal of Medicine riguardante l’uso di pioglitazone in soggetti con ridotta tolleranza al glucosio. Questo studio randomizzato, doppio cieco e controllato ha valutato se pioglitazone può ridurre il rischio di sviluppare diabete mellito in adulti con ridotta tolleranza al glucosio. Sono stati arruolati 602 pazienti sovrappeso o obesi e sono stati assegnati a ricevere pioglitazone o placebo. Inizialmente pioglitazone è stato somministrato al dosaggio di 30 mg, poi, dopo un mese, è stato titolato a 45 mg al giorno. Il periodo medio di osservazione è stato di 2.4 anni. La glicemia a digiuno è stata misurata trimestralmente e una curva da carico è stata eseguita annualmente. L’incidenza annuale di passaggio a una condizione di diabete conclamato è stata 2.1% nel gruppo trattato con pioglitazone e 7.6% nel gruppo trattato con placebo, l’hazard ratio per il passaggio a diabete nel gruppo trattato con pioglitazone è stato 0.28 (intervallo di confidenza 95%, da 0.16 a 0.49; P<0.001). Il passaggio ad una condizione di normale tolleranza al glucosio è stata di 48% nei pazienti trattati con pioglitazone e 28% in quelli trattati con placebo (P<0.001). I pazienti trattati con pioglitazone avevano livelli di glicemia a digiuno più bassi rispetto a quelli trattati con placebo (-11.7 mg/dl vs. -8.1 mg/dl [-0.7 mmol/l vs. -0.5 mmol/l], P<0.001), allo stesso modo c’è stata una maggiore riduzione della glicemia a 2 ore (-30.5 mg/dl vs. -15.6 mg/dl [-1.6 mmol/l vs.-0.9 mmol/l], P<0.001), e di emoglobina glicata (-0.04% vs. +0.20%, P<0.001) nel gruppo trattato con pioglitazone. Pioglitazone ha dato anche una riduzione della pressione diastolica (-2.0 mmHg vs. 0.0 mmHg, P=0.03), una riduzione dello spessore medio intimale (-31.5%, P=0.047), e un maggiore aumento del colesterolo HDL (+7.35 mg/dl vs. +4.5 mg/dl [+0.4 mmol/l vs. +0.3 mmol/l], P=0.008). L’incremento ponderale è stato maggiore con pioglitazone rispetto a placebo (+3.9 kg vs. +0.77 kg, P<0.001), così come i casi di edema (12.9% vs. 6.4%, P=0.007). In conclusione, quindi, rispetto a placebo pioglitazone ha ridotto il rischio di passaggio da ridotta tolleranza al glucosio a diabete del 72% a scapito, però, di un maggiore incremento ponderale.

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