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Nuovi alleati per le statine per abbattere il colesterolo LDL!

Fonte: Congresso regionale SISA Sezione Lombardia, Milano 15-16 aprile 2011.

Circa il 30% dei pazienti dislipidemici in terapia con statine non raggiunge il target di colesterolo LDL desiderato, vuoi per un’inadeguata titolazione del farmaco, vuoi per una scarsa compliance del paziente che non assume correttamente la terapia consigliata. Diversi studi, infatti, hanno dimostrato che il 50% dei pazienti sospende la terapia con statine dopo circa un mese da un infarto del miocardio. Spesso anche l’associazione simvastatina/ezetimibe non è sufficiente ad abbassare il colesterolo LDL, specialmente nei pazienti affetti da ipercolesterolemia famigliare omozigote. Per ovviare a tutti questi problemi sono in arrivo nuovi principi attivi, alcuni saranno disponibili a breve, per altri bisognerà avere ancora un po’ di pazienza. Durante il congresso regionale SISA tenutosi a Milano il 15 e il 16 aprile, Alberto Corsini ha illustrato le ultime novità in termini di ipocolesterolemizzanti. A breve arriverà anche in Italia una nuova statina, la pitavastatina, che, in termini di efficacia, si andrà a collocare tra atorvastatina e rosuvastatina con il vantaggio, però, di un migliore profilo cinetico ed una minima interazione con gli altri farmaci. Altro farmaco presto disponibile sarà mipomersen, un inibitore della sintesi di apo-B100 che agisce attraverso il meccanismo del DNA antisenso. Nello studio pubblicato su Lancet da Raal, mipomersen, somministrato per via sottocutanea una volta alla settimana per 26 settimane alla dose di 200 mg, in aggiunta alla terapia con statina, ha portato ad un miglioramento del colesterolo LDL del 24,7% rispetto ad una riduzione del 3,3 % con placebo. Da non dimenticare, infine, è eprotirome, un analogo degli ormoni tiroidei che è solo minimamente captato nei tessuti extraepatici. Lo studio pubblicato da Landeson sul NEJM ha valutato gli effetti di eprotirome al dosaggio di 25, 50, o 100 microgrammi/die o placebo in aggiunta a simvastatina o atorvastatina. L’aggiunta di eprotirome alla dose di 25, 50, o 100 microgrammi a ridotto i livelli di colesterolo LDL del 22%, 28% e 32% rispettivamente, mentre placebo ha portato una riduzione del 7%. Riduzioni simili sono state osservate per apolipoproteina B, trigliceridi e lipopotroetina (a). Presto, quindi, i medici avranno un’ampia gamma di farmaci tra cui scegliere, per portare ad una percentuale sempre maggiore di pazienti al target terapeutico desiderato.

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