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Ancora dallo JUPITER: maggior riduzione di eventi cardiovascolari nei pazienti che raggiungono livelli molto bassi di colesterolo LDL

Fonte: J Am Coll Cardiol 2011; 57: 1666-1675.

Una nuova analisi di dello Studio JUPITER suggerisce una maggiore riduzione del rischio di eventi cardiovascolari maggiori negli individui che raggiungono livelli molto bassi di colesterolo LDL. In questo caso, gli individui con elevati livelli di proteina C-reattiva ad alta sensibilita’ (hs-CRP) che hanno raggiunto i livelli di colesterolo LDL <50 mg/dL, trattati con Rosuvastatina hanno avuto una riduzione del 65% del rischio di eventi cardiovascolari e una riduzione del 46% della mortalità totale; tale riduzione è maggiore di quella osservata nella coorte complessiva. È importante sottolineare che non vi era alcun aumento del rischio di eventi avversi tra coloro che hanno raggiunto livelli molto bassi di colesterolo LDL, anche se e’ maggiore l'incidenza di diabete di nuova insorgenza, una tendenza che non ha raggiunto la significatività statistica. Questi nuovi dati di JUPITER suggeriscono che bassi livelli di colesterolo LDL possono essere raggiunti con sicurezza con la terapia aggressiva con statine, con dieta ed esercizio fisico. Come noto lo studio JUPITER è stato un punto di riferimento per la prevenzione verificando l'ipotesi che una strategia di trattamento di pazienti a rischio intermedio con normali livelli di colesterolo LDL, ma livelli elevati di CRP, ridurrebbe notevolmente il rischio di eventi cardiovascolari. Il trattamento con rosuvastatina 20 mg ha ridotto significativamente l'end point primario composito di infarto miocardico non fatale, ictus non fatale, ospedalizzazione per angina instabile, rivascolarizzazione del 44% rispetto ai soggetti trattati con placebo. In questo recente analisi, i ricercatori riferiscono che il trattamento con rosuvastatina nei pazienti che hanno raggiunto livelli di colesterolo LDL<50 mg/dL, ha ridotto l'end point primario del 65% rispetto al placebo (hazard ratio [HR] 0,35, 95% CI 0,25-0,49). Comparativamente, coloro che non hanno raggiunto livelli di colesterolo LDL <50 mg/dL avevano una minore riduzione dell'end point primario, ossia una riduzione del 24% del rischio rispetto ai pazienti trattati con placebo (HR 0,76, 95% CI 0,57-1,00). Non c'era differenza nei tassi di mialgia, debolezza muscolare, miopatia e in coloro che hanno raggiunto il target di LDL. Il diabete è stato segnalato più di frequente tra i pazienti con livelli di colesterolo LDL <50 mg/dL, ma questo aumento non era statisticamente significativo. Il tasso di diabete mellito era di 1,6 per 100 persone-anno tra quelli con colesterolo LDL <50 mg/dL e 1,2 per 100 persone-anno tra coloro che non ha raggiunto il basso LDL. I tassi di eventi psichiatrici, il cancro, proteinuria, ematuria e l'insufficienza renale non erano diversi tra i due gruppi di LDL-colesterolo-soglia. Per quanto riguarda il rischio di ictus emorragico, che si è verificato di rado nello JUPITER, non e’ aumentato con rosuvastatina, anche tra i pazienti con livelli di colesterolo LDL <50 mg/dL.

Hsia J, MacFayden JG, Monyak J, Ridker PM. Cardiovascular event reduction and adverse events among subjects attaining low-density lipoprotein cholesterol <50 mg/dL with rosuvastatin. J Am Coll Cardiol 2011; 57: 1666-1675.

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