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La caffeina migliora la funzione endoteliale

Fonte: American Journal of Cardiology 2011 Volume 107, Issue 9 , Pages 1255-1261.

L'ingestione acuta di caffeina migliora significativamente la funzione endoteliale, come dimostrato valutando la DFM (dilatazione flusso mediata) sull’arteria brachiale nei soggetti con e senza CAD (malattia coronarica) ed è associata a valori più bassi dei marcatori plasmatici di infiammazione. Per valutare l'effetto di ingestione acuta di caffeina sulla DFM dell'arteria brachiale in soggetti senza CAD e nei pazienti con CAD, il dott. Michael Shechter, (Leviev Heart Center, Chaim Sheba Medical Center, Tel Hashomer, Israele) ed i suoi colleghi hanno indagato in modo prospettico la DFM dell’arteria brachiale misurata in 2 mattine separate, 1 a settimana, a distanza di 2 settimane in 40 controlli e 40 casi di età e sesso abbinati, con CAD stabile. I partecipanti allo studio,dopo il digiuno notturno, l'interruzione di tutti i farmaci per ≥12 ore e l'assenza di caffeina per >48 ore, ricevevano capsule di caffeina da 200mg o placebo e un'ora dopo l'ingestione del farmaco venivano sottoposti a esame con ultrasuoni ad alta risoluzione per valutare la DFM dell'arteria brachiale. I dati dello studio hanno evidenziato un ruolo dell’assunzione di caffeina in acuto nel migliorare la funzione endoteliale; infatti, l'ingestione acuta di caffeina aumentava significativamente la DFM (pazienti con CAD 5,6 ± 5,0% vs 14,6 ± 5,0%, i controlli 8,4 ± 2,9% vs 18,6 ± 6,8%, p<0.001 per tutti i confronti) e determinava una riduzione significativa dei valori di PCR ad alta sensibilità (proteina C-reattiva ad alta sensibilità (pazienti con CAD 2,6 ± 1,4 vs 1,4 ± 1,2 mg/L, controlli 3,4 ± 3,0 vs 1,2 ± 1,0 mg/L, p<0.001 per tutti i confronti) nei due gruppi (sia con CAD che senza) rispetto al placebo, anche se la misurazione basale della DFM era significativamente più bassa nei pazienti con CAD rispetto ai controlli e che i pazienti con CAD rispetto ai controlli erano più spesso diabetici, ipertesi, obesi, dislipidemici, e fumatori (p<0,01) e più comunemente assumevano aspirina, clopidogrel, ACE-inibitori, β bloccanti e statine (p<0,01).

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