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Chemioterapici e cardiotossicità: fattori predittivi

Fonte: American Journal of Cardiology (107) 9:1375-1380.

La cardiotossicità da chemioterapici quali le antracicline e trastuzumab utilizzati nel trattamento del carcinoma mammario è un argomento di grande interesse, anche alla luce della aumentate aspettative di sopravvivenza dei pazienti colpiti da carcinoma. Lo scopo di questo studio è stato di valutare se alcuni indici ecocardiografici e biomarcatori fossero in grado di predire lo sviluppo di cardiotossicità. Sono stati studiati 43 pazienti con carcinoma mammario trattati con antracicline e trastuzumab mediante ecocardiogramma transtoracico pre-trattamento, a 3 mesi e a 6 mesi. Gli indici considerati sono stati i seguenti: FE, peak sistolic strain longitudinale, radiale e circonferenziale, indici ecografici di disfunzione diastolica. Inoltre, sono stati dosati il N-terminal pro-BNP e la troponina I ad alta sensibilià agli stessi intervalli. Nove pazienti (215) hanno sviluppato cardiotossicità (1 paziente a 3 mesi e 8 pazienti a 6 mesi) come definito dal Cardiac Review and Evaluation Committee del trastuzumab. Gli unici fattori predittivi indipendenti di cardiotossicità sono risultati un calo dello strain longitudinale a 3 mesi e la presenza di troponina I ad alta sensibilità in circolo a 3 mesi. Pertanto gli autori suggeriscono di considerare l’utilizzo di questi parametri aggiuntivi per identificare i pazienti che potrebbero giovarsi di terapie alternative.

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