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A ogni paziente il suo valore di emoglobina glicata!

Fonte: Ann Intern Med 2011; 154(8): 554-559.

Una delle prime cose da fare nella gestione del diabete mellito di tipo 2 è porsi degli obiettivi glicemici. Tuttavia, scegliere il valore di emoglobina glicata da prefiggersi per un determinato paziente richiede di prendere in considerazione diversi fattori, inclusa una valutazione delle complicanze derivanti da una condizione di iperglicemia rispetto ai rischi derivanti dall’intraprendere una terapia. Bisogna prendere in considerazione le comorbilità, lo stato psicologico, la capacità di auto-gestirsi, la situazione famigliare e sociale. L’individuazione di un valore di emoglobina glicata target sul singolo paziente è stata molto enfatizzata dopo la pubblicazione di vari studi che hanno evidenziato come nei pazienti anziani il voler ottenere un valore di emoglobina glicata molto basso con una terapia ipoglicemizzante intensiva non ha portato a benefici sul rischio cardiovascolare. Cosa fare quindi? L’esperienza clinica insegna che nei pazienti giovani con un diabete mellito di recente insorgenza con poche o nessuna complicanza micro e macrovascolare dovrebbero essere ricercati target glicemici vicino alla normalità per prevenire l’insorgenza di complicanze nel corso degli anni. Invece, nei pazienti più anziani con un diabete di lunga data e evidenza di patologie cardiovascolari o in presenza di multipli fattori di rischio cardiovascolare, ci si dovrebbe accontentare di valori di emoglobina glicata un po’ più alti, per evitare i rischi correlati all’ipoglicemia.

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