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Studio REVEAL: l’epoetina non riduce l’estensione dell’IMA

Fonte: JAMA. 2011;305(18):1863-1872.

Nei pazienti con STEMI (infarto miocardico acuto con sopraslivellamento del tratto ST) trattati con PCI (angioplastica coronarica) primaria o rescue la somministrazione di un unico bolo di epoetina alfa, entro 4 ore dalla procedura, non riduce l’estensione dell’IMA (infarto miocardico acuto) mentre risulta associata ad una più alta incidenza di eventi cardiovascolari avversi. Queste sono le conclusioni a cui sono giunti il dott. Samer S. Najjar (National Institute on Aging, National Institutes of Health, Baltimore, Maryland) ed i suoi colleghi nel REVEAL trial (Reduction of Infarct Expansion and Ventricular Remodeling With Erythropoietin After Large Myocardial Infarction). In questo trial prospettico, randomizzato, in doppio cieco placebo-controllato, effettuato tra ottobre 2006 e febbraio 2010, sono stati inclusi 222 pazienti con STEMI, sottoposti con successo ad intervento di PCI primaria o rescue in 28 centri degli Stati Uniti. I partecipanti sono stati randomizzati a epoetina alfa o placebo salino, entrambi somministrati, entro 4 ore dalla procedura, in bolo endovenoso (e.v.), di 60.000 U di epoetina alfa. La dimensione infartuale (outcome primario) veniva valutata come percentuale di MVs (massa ventricolare sinistra) mediante una prima CMR (risonanza magnetica cardiaca), eseguita da 2 a 6 giorni dopo la somministrazione del farmaco, ed una seconda CMR, 12±2 settimane dopo. Nella coorte di efficacia, la dimensione dell’IMA non differiva tra i gruppi nè alla prima CMR (n=136; 15,8% di MVs per il gruppo di epoetina alfa vs 15,0% di MVs per il gruppo placebo) (P=0,67), né alla seconda CMR (n=124; 10,6% di MVs vs 10,4% di MVs, rispettivamente, p=0,89). Invece, in un sottogruppo di pazienti (n=21) di età >70 anni la dimensione infartuale media valutata alla prima CMR, era maggiore nel gruppo Epoetina alfa (19,9% di MVs) rispetto al gruppo placebo (11,7% di MVs) (P=0.03), dato che ha sollevato preoccupazioni circa un aumento della dimensione dell’infarto nei pazienti più anziani. Nella coorte di sicurezza, il risultato composito di morte, infarto miocardico, ictus o trombosi intra-stent si è verificato in 5 (4.0%, 95% CI, 1,31%-9,09%) dei 125 pazienti randomizzati a epoetina alfa ma in nessuno dei 97 che hanno ricevuto placebo (p=0,04), evidenziando una maggiore incidenza di eventi cardiovascolari avversi nel gruppo di studio.

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