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Chirurgia della tricuspide...c'è ancora da fare tanto..

Fonte: Circulation. 2011;123:1929-1939.

L'insufficienza tricuspidalica, quando severa, porta a marcato scadimento della qualità di vita, nel tempo è mal tollerata e porta ad una severa compromissione funzionale. I fattori preoperatori associati ad un aumento della mortalità e a peggiori outcomes dei pazienti durante chirurgia sostitutiva della valvola tricuspide tuttavia rimangono poco studiati. Questa analisi retrospettiva ha coinvolto 189 pazienti sottoposti a chirurgia sostitutiva della valvola tricuspide per un quadro di severa insufficienza, cercando di identificare i fattori associati ad un outcome peggiore. La mortalità operatoria nel campione è stata del 10% ed è stata maggiormente associata all'uso dell'IABP (contropulsatore aortico) e alle classi funzionali NYHA più compromesse (rispettivamente p<0.001 e p=0.02). Alla fine del follow up (circa 30 mesi) 70 pazienti (37%) sono morti, 6 hanno avuto bisogno di un nuovo intervento e 41 (21,7%) hanno subito almeno un ricovero per insufficienza cardiaca. Il 41,3% dei pazienti erano liberi da eventi clinici rilevanti. I parametri maggiormente predittivi di un outcome sfavorevole sono risultati essere il parametro ecocardiografico del RIMP (Right index of myocardial performance), un alto indice di Charlson perioperatorio (un indice che prende in considerazione la presenza di copatologie) e l'elevata classe funzionale NYHA al momento dell'intervento. Forse, e questo è l'orientamento degli Autori, la chirurgia tricuspidalica è accettabile in particolare nelle fasi più precoci di malattia, ossia prima dell'insorgenza di sintomi severi.

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