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PCI: meglio l'approccio radiale o femorale?

Fonte: The Lancet, Volume 377, Issue 9775, Pages 1409 - 1420.

L’approccio radiale nella coronarografia è più vantaggioso rispetto al tradizionale approccio femorale? In questo studio sono stati randomizzati 7.021 pazienti sottoposti a coronarografia mediante accesso radiale o femorale (3.507 pazienti con accesso radiale e 3.514 con accesso femorale). L’outcome primario consisteva nell’end point composito di morte, infarto miocardico, stroke, sanguinamenti maggiori (non secondari a bypass aorto-coronarico) a 30 giorni. L’end point primario si verificato nel 3,7% dei pazienti del gruppo radiale rispetto al 4,0% del gruppo femorale (hazard ratio [HR] 0,92, 95% CI 0,72 - 1,17; p=0,50). L’incidenza di morte, infarto miocardico o stroke a 30 giorni è risultato pari al 3,2% sia nel gruppo radiale che femorale. L’incidenza di sanguinamenti maggiori è risultati pari a 0,7% e 0,9% rispettivamente. A 30 giorni, in 42/3.507 pazienti era presente un importante ematoma nel gruppo radiale rispetto a 106/3.514 del gruppo femorale (HR 0,40, 95% CI 0,28 - 0,57; p<0,0001). L’incidenza di pseudoaneurismi necessitanti chiusura è risultata pari a 7/3.507 contro 23/3.514 rispettivamente (HR 0,30, 95% CI 0,13 - 0,71; p=0,006). Entrambi gli approcci sembrano quindi essere sicuri ed efficaci, con una minore incidenza di complicanze vascolari locali a favore dell’approccio radiale.

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