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La presenza di una placca lipidica aumenta il rischio di infarto post-PCI

Fonte: Am J Cardiol 2011; 107(11): 1613-1618.

Questo studio ha esaminato se esiste un’associazione tra la presenza e l’estensione di placche lipidiche a livello coronarico (LCPs), identificate attraverso una spettroscopia a infrarossi (NIRS) eseguita prima di un intervento di angioplastica (PCI), e l’incidenza di infarto miocardico post-procedurale (MI). La NIRS è stata eseguita sulle arterie coronarie di 30 pazienti prima di una PCI. I biomarcatori cardiaci sono stati misurati prima, a 16 e 24 ore dopo PCI per determinare l’incidenza di MI post-procedurale. Il numero medio di blocchi di 2-mm sulla lesione stentata è stato 1.4 ± 2.1 e l’indice medio di lesione del core lipidico è risultato di 110.3 ± 99. Considerando una creatinina kinasi-MB >1 volta i limiti massimi di laboratorio (ULN), >2 volte i ULN, e >3 volte i ULN, MI dopo PCI si è verificato nel 23%, 13%, e 10% dei pazienti rispettivamente. Rispetto ai pazienti che non hanno avuto MI dopo PCI, quelli che lo avevano avuto avevano caratteristiche cliniche simili ma avevano ricevuto più stent e avevano più blocchi sulla lesione stentata. Una creatinina chinasi-MB superiore di >3 volte i ULN è stata osservata nel 27% dei pazienti con ≥1 blocco e in nessuno dei pazienti senza blocchi all’interno della lesione stentata (p=0.02). In conclusione, la PCI in lesioni positive per LCP è associata ad un aumentato rischio di MI dopo PCI. L’analisi NIRS potrebbe consentire una stratificazione del rischio lesione-specifico prima di una PCI per ottimizzare la strategia e minimizzare il rischio di danni al miocardio.

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