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Incretine: efficaci solo sulla glicemia? Sembrerebbe di no!

Fonte: XVIII congresso Nazionale AMD, Rossano Calabro.

Durante il XVIII congresso Nazionale dell’Associazione Medici Diabetologi, si è tenuta un’intera sessione dedicata alla relazione esistente tra diabete e cardiomiopatia. A creare molto interesse sono stati i dati presentato dal Dott. Laviola relativi alla presenza di recettori del GLP-1 nel miocardio. Come ben sappiamo il GLP-1 è diventato uno dei target terapeutici nel trattamento del paziente diabetico; GLP-1 appartiene alla famiglia delle incretine ed è un ormone prodotto dall’intestino in risposta all’iperglicemia scatenata dal pasto. GLP-1, una volta rilasciato, stimola il pancreas a produrre più insulina, dopodiché viene inattivato dall’enzima dipeptidil peptidasi 4 (DPP-4). Sono oramai da diversi mesi in commercio farmaci che agiscono proprio su questo asse come gli incretino-mimetici exenatide e liraglutide e i DPP-4 inibitori sitagliptin, vildagliptin e saxagliptin. Secondo i dati presentati dal Dott. Laviola, sembrerebbe che ci siano dei recettori per GLP-1 localizzati a livello cardiaco, ma, se questo non fosse già abbastanza sorprendente, sembrerebbe che il numero di questi recettori sia pari a quello dei recettori presenti a livello del pancreas. Studi condotti su topi knockout per i recettori di GLP-1, hanno dimostrato che in questi topi i livelli di GLP-1 sono normali ma, in assenza dei recettori, GLP-1 non può agire e il cuore di questi topi è risultato essere più piccolo e con una struttura alterata rispetto ai topi normali. Studi, invece, condotti su topi knockout per DPP-4, l’enzima inibente GLP-1, hanno dimostrato che i livelli di GLP-1 sono aumentati e il cuore presenta una struttura normale con un’aumentata resistenza all’evento ischemico. Quest’azione protettiva di GLP-1 sul cuore è stata dimostrata anche per gli agonisti di GLP-1 come exenatide e liraglutide e per i DPP-4 inbitori come sitagliptin. Se questi dati saranno confermati, le incretine potranno avere interessanti applicazioni non solo in campo diabetologico ma anche cardiologico.

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