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Vildagliptin: sicuro anche nell'anziano!

Fonte: XVIII congresso Nazionale AMD, Rossano Calabro.

Durante il XVIII congresso Nazionale dell’Associazione Medici Diabetologi, sono stati presentati i dati di un recente studio condotto da Schweizer e pubblicato su Diabetes Obesity and Metabolism a inizio anno sull’uso di vildagliptin in pazienti anziani, con un’età superiore a 75 anni. Vildagliptin appartiene alla classe dei DPP-4 inibitori, agisce inibendo l’enzima DPP-4 adibito all’inattivazione di GLP-1, prolungandone, in questo modo, l’emivita. GLP-1 esplica diverse azioni positive stimolando la beta cellula in maniera glucosio-dipendente a produrre insulina nel momento del pasto; inibisce, inoltre, l’alfa cellula, riduce il senso di fame e rallenta la digestione gastrica. Fino ad ora l’uso dei DPP-4 inibitori era raccomandato per lo più in pazienti giovani, che godevano ancora di un’adeguata riserva pancreatica, allo scopo di tutelare la funzionalità beta cellulare per gli anni a venire. Tuttavia, i buoni risultati ottenuti in questi soggetti hanno spinto a condurre studi anche in soggetti più anziani, addirittura con più di 75 anni. In questi soggetti il razionale dell’uso dei DPP-4 inibitori non è stato tanto quello di tutelare la funzionalità beta cellulare, quanto cercare di ridurre il rischio di ipoglicemie che, come ben sappiamo, sono molto frequenti negli anziani, soprattutto in quelli che assumono sulfoniluree. Un’ipoglicemia nell’anziano è molto pericolosa perché può portare a cadute che possono esitare in un allettamento cronico del paziente, oppure possono scatenare eventi ischemici in pazienti con problemi cardiaci. I dati presentati durante questa sessione dedicata a vildagliptin e anziano hanno dimostrato che vildagliptin, al dosaggio di 50 mg due volte al giorno, ha portato ad una riduzione del valore di emoglobina glicata (Hba1c) di -0.9% partendo da un’Hba1c basale di 8.3% in monoterapia (p<0.0001) e di -1.1% partendo da un’Hba1c basale di 8.5% in aggiunta a metformina (p=0.0004). Inoltre, è stato registrato un calo ponderale di -0,9 kg e non sono state segnalati né ipoglicemie né altri eventi avversi. Questi dati, quindi, mostrano, ancora una volta, come gli inibitori di DPP-4 e in particolare vildagliptin, siano sicuri ed efficaci e siano da preferire alle vecchie sulfoniluree ora non più solo nei pazienti più giovani ma anche in quelli più anziani.

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