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Neuropatia diabetica: come si tratta?

Fonte: XVIII Congresso Nazionale AMD, Rossano Calabro.

Durante il XVIII congresso Nazionale dell’Associazione Medici Diabetologi si sono ribaditi alcuni passi fondamentali nel trattamento della neuropatia diabetica. La neuropatia diabetica è caratterizzata da un danno a carico del sistema nervoso periferico somatico o vegetativo, è correlata ai disordini biochimici causati dal diabete ed è definita come “la presenza di sintomi e/o di segni di disfunzione dei nervi periferici in soggetti affetti da diabete, dopo aver escluso altre cause” La complicanza neurologica più frequentemente riscontrata nei soggetti diabetici è sicuramente la polineuropatia sensitivo-motoria simmetrica distale: la compromissione neurologica inizia tipicamente a livello delle estremità nella quasi totalità dei pazienti, estendendosi prossimalmente lungo gli arti superiori e inferiori. In un primo tempo si ha la diminuzione della soglia alle stimolazioni tattili, termiche e dolorifiche, accompagnata da parestesie e dolori muscolari profondi in sede distale (a riposo e spesso a insorgenza notturna); nelle fasi avanzate si verifica, invece, una progressiva insensibilità ai traumi. Come curarla? Nella sessione dedicata all’identificazione e al trattamento della neuropatia diabetica la Dott.ssa Esposito ha chiarito i passi terapeutici da intraprendere una volta accertata la presenza di neuropatia: la terapia di prima linea dovrebbe essere rappresentata dalla duloxetina somministrata al dosaggio iniziale di 60 mg/die fino ad un massimo di 120 mg/die; l’effetto collaterale più frequente è la nausea che scompare dopo 2/3 giorni dalla prima somministrazione. La terapia di seconda linea è rappresentata da pregabalin e gabapentin, i dosaggi di pregabalin vanno da 150 a 600 mg/die suddivisi in due somministrazioni, mentre i dosaggi di gabapentin vanno da 900 fino ad un dosaggio massimo di 3.600 mg/die suddiviso in 2/3 somministrazioni. Entrambi hanno come effetto collaterale l’incremento ponderale, soprattutto quando vengono associati a pioglitazone. Farmaci di terza linea, infine, sono gli oppiodi come tramadolo e ossicodone che hanno, come effetto collaterale principale, la sedazione. Alcuni, infine, usano ancora i vecchi antidepressivi tricilcici e in particolare amitriptilina che è efficace sul dolore neuropatico ma è poco tollerata, per questo il suo uso non è consigliato.

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