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Come curare un diabetico scompensato dopo sindrome coronarica acuta?

Fonte: XVIII congresso Nazionale AMD, Rossano Calabro.

Come ben sappiamo l’iperglicemia causa diversi effetti acuti a livello endoteliale che comprendono: disfunzione endoteliale, ipereattività piastrinica, incremento dell’attivazione delle citochine, incremento della lipolisi, aumento dello stress ossidativo fino ad un’alterazione del microcircolo. Sappiamo però, che anche l’ipoglicemia è pericolosa durante o dopo una sindrome coronarica acuta perché è un fattore di rischio indipendente di mortalità post-infarto. La lezione che è emersa durante il XVIII congresso Nazionale Associazione Medici Diabetologi nella sessione dedicata al trattamento del diabete in soggetti con sindrome coronarica acuta, è stata che, come spesso accade, non esiste un farmaco migliore e un farmaco peggiore, ma le scelte terapeutiche devono essere contestualizzate nella pratica clinica. Bisogna fare in modo che la glicemia non resti troppo alta, per evitare ulteriori danni, ma non bisogna abbassarla nemmeno troppo per evitare un’altrettanto pericolosa ipoglicemia. Lo studio ADVANCE, ha dimostrato come il trattamento intensivo della glicemia, infatti, non sia associato ad un miglioramento delle complicanze macrovascolari, mentre porta ad un miglioramento di quelle microvascolari rispetto ad una terapia standard, anche se lo studio ACCORD, ha mostrato come il trattamento intensivo sia associato ad una maggiore mortalità rispetto ai soggetti trattati con la terapia standard. Quindi, onde evitare di creare ulteriori problemi al nostro paziente, lo scopo del diabetologo dovrebbe essere quello di raggiungere un livello di emoglobina glicata più basso ma in modo graduale, magari combinando un insulina lenta con un ipoglicemizzante orale, meglio se diverso dalle sulfoniluree per il maggiore rischio di ipoglicemie a cui si andrebbe incontro. Non dimentichiamo, poi, l'importanza del trattamento multifattoriale che prevede non solo di curare un diabete scompensato, ma anche di abbassare i livelli di colesterolo LDL ed eventualmente i livelli di pressione arteriosa.

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