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Troponina ad alta sensibilità e diagnosi precoce di infarto miocardico negli anziani

Fonte: European Heart Journal 2011 Volume 32, Issue 11 Pp. 1379-1389.

Questo studio pubblicato sull'European Heart Journal ha valutato l'accuratezza diagnostica della troponina cardiaca sensibile (CTN) nei pazienti anziani, in quanto livelli elevati di CTN sono stati riportati nel 20% dei pazienti anziani senza infarto miocardico acuto (AMI). In questo trial multicentrico, sono stati inclusi 1.098 pazienti che presentavano sintomi suggestivi di infarto miocardico acuto, 406 (37%) di età superiore a 70 anni. I dosaggi di CTN sono stati rilevati attraverso tre metodi di rilevazione [Roche cTnT ad alta sensibilità (hs-cTnT), Siemens cTnI-Ultra, e-Abbott Architect cTnI) oltre al metodo standard (Roche cTnT) e sono stati effettuati in cieco. La diagnosi finale è stata comunicata da due cardiologi indipendenti. Infarto miocardico acuto è stata la diagnosi definitiva nel 24% dei pazienti anziani. Tra i pazienti anziani senza infarto miocardico acuto, i livelli basali CTN sono stati elevati al di sopra del 99° percentile nel 51% con Roche hs-cTnT, nel 17% con Siemens TnI-Ultra, e nel 13% con Abbott- Architect cTnI. L'accuratezza diagnostica, come quantificato dalla area sotto la curva (ROC) (AUC) è stata significativamente maggiore per la metodica CTN sensibile rispetto al dosaggio standard (AUC per hs Roche-cTnT, 0,94; Siemens cTnI-Ultra, 0,95; Abbott Architect cTnI, 0.95 vs AUC per il dosaggio standard, 0,90, p<0,05 per il confronto). Il miglior cut-off per la sensibilità con  metodi di rilevazione della CTN ha  permesso di determinare la differenza dalla curva ROC in pazienti anziani rispetto ai pazienti più giovani. Inoltre, il valore prognostico per quanto riguarda la mortalità a 90 giorni varia tra i test CTN sensibili. Si è dedotto che test CTN sensibili hanno elevata accuratezza diagnostica anche nei pazienti anziani. Aumenti lievi sono comuni nei pazienti anziani non-IMA, pertanto al cut-off ottimale i livelli sono decisamente più elevati negli anziani rispetto ai pazienti più giovani.

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