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Morte cardiaca improvvisa in soggetti con Sindrome di Brugada: servono nuovi indicatori di rischio!!!

Fonte: J Am Coll Cardiol, 2011; 57:2340-2345, doi:10.1016/j.jacc.2010.11.067.

Nella coorte di pazienti coinvolta nello studio, Il gruppo di soggetti asintomatici con BrS (Sindrome di Brugada) definiti a "basso rischio" comprende la maggioranza dei casi di MCI (morte cardiaca improvvisa). Queste sono le conclusioni del dott Hariharan Raju (Cardiovascular Sciences Research Centre, St. George's University of London) e dei suoi colleghi che hanno voluto determinare la prevalenza dei fattori di rischio convenzionali di MCI in soggetti (BrS). Finora le caratteriste dei soggetti con BrS associate con l’alto rischio di MCI erano un pregresso episodio di ACR (arresto cardio-Respiratoio), episodi sincopali in assenza di prodromi e la presenza all’ECG basale di un pattern spontaneo di tipo 1. In questo studio sono stati analizzati i sintomi riportati e riesaminati gli ECG dei soggetti con sindrome di MCI e diagnosi familiare di BrS stabilita da una valutazione cardiologica mediante ECG, ecocardiografia, monitoraggio Holter, un test da sforzo ed un test provocativo all’ajmalina ed, in questi casi, è stata eseguita una valutazione famigliare. Sono stati valutati tra il 2003 ed il 2010 un totale di 202 membri di 49 famiglie, ciascuna con una MCI confermata e diagnosi di base di BrS. In media ogni famiglia aveva 2 membri con sindrome di MCI, per un totale di 50 soggetti che presentavano un’età media era 29.1 ± 10.6 anni, 82% uomini (p<0.05). Prima della morte, solo in uno dei 5 ECG disponibili era evidente un pattern di Brugada spontaneo di tipo 1 e nei restanti 45 (senza ECG disponibile) i sintomi riportati comprendevano in 9 (20%) almeno 1 episodio sincopale prima dell'evento fatale. Mentre il 68% non avrebbe presentato i criteri per l’impianto di un defibrillatore impiantabile. Dati che fanno dubitare che l’attuale metodo di stratificazione del rischio sembri essere adeguato a prevenire gli episodi di MCI. E’ quindi di fondamentale importanza evidenziare nuovi marcatori di rischio.

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