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Pacing biventricolare in pazienti con blocco atrioventricolare

Fonte: Eur Journal of Heart Failure 13 (6):633-641.

Alcuni studi sperimentali hanno suggerito che il pacing apicale ventricolare destro prolungato possa determinare effetti avversi a lungo termine. Lo studio PREVENT HF è uno studio randomizzato che ha confrontato l’effetto sul rimodellamento ventricolare di un pacing biventricolare rispetto al tradizione pacing dal ventricolo destro. Sono stati randomizzati 108 pazienti, in cui era indicato l’impianto di un PM e in cui era previsto un frequente intervento del pace maker (> 80%), ad impianto di PM in apice del ventricolo destro (n=58) o PM biventricolare (n=50). L’end point primario era la variazione del volume telediastolico ventricolare sinistro mentre gli end point secondari erano il volume telesistolico ventricolare sinistro e la frazione di eiezione. Ad un anno di follow up, all’analisi statistica non vi sono state differenze significative nei due gruppi né per quanto riguarda l’end point primario (LVEDV −3.92 [da −18.71 a 10.85], P=0.6) né per gli end point secondari (LVESV −1.38 [da −12.07 a 9.31], P=0.80; LVEF 2.47 [da −3.00 a 7.94], P=0.37). L’utilizzo di un pacing biventricolare non sembrerebbe quindi più vantaggioso rispetto al pacing tradizionale in questo settign di pazienti.

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