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Esiti simili negli interventi cardiochirurgici di rivascolarizzazione miocardica On- e off- pump

Fonte: Ann Thorac Surg 2011; 91: 1836-43.

La ricerca statunitense ha dimostrato che il bypass aortocoronarico (BPAC) on-pump è associato ad esiti simili a BPAC off-pump. Lo studio ha rivelato sovrapponibile pervietà del bypass, incidenza di ischemia miocardica, necessità di reintervento e sopravvivenza tra i pazienti sottoposti a BPAC on pump rispetto ai pazienti che sono stati sottoposti a BPAC off pump in un follow-up di 8 anni. Gli autori ritengono che tale riscontro sia dovuto alla natura tecnicamente impegnativa  del BPAC off pump e perché studi recenti non hanno dimostrato una differenza significativa nei principali eventi avversi cardiaci maggiori (MACE). "Nonostante il fatto che questi studi sono stati sottodimensionati per valutare MACE, l'assenza di differenze significative in questi hard end point in studi randomizzati controllati è stato preso come prova della mancanza di reale beneficio per il BPAC off pump". Il presente studio, ha valutato 200 pazienti che sono stati assegnati in modo random a BPAC off pump o a BPAC on pump tra il marzo 2000 e l'agosto 2001. Dei 140 sopravvissuti, in 87 è stata valutata la pervietà dell'innesto e l'eventuale presenza di ischemia del miocardio dopo un periodo medio di 7.5 anni. L'età media dei pazienti al follow-up era di 68 anni. I risultati hanno evidenziato 31 decessi per tutte le cause tra i pazienti trattati con BPAC in pump e 26 tra i pazienti trattati con BPAC off pump, la pervietà del graft è risultata simile tra i due gruppi prima della dimissione ospedaliera (97,7 vs 99,0%), a 1 anno (95,8 vs 93,6%), ed a 8 anni di follow-up (83,5 vs 76,0%). L' incidenza di ischemia ricorrente durante il follow-up era simile, con il 35,3% nei pazienti con BPAC out off pump  e 41,0% dei pazienti con BPAC on pump. Un reintervento con PTCA è stato eseguito nella stessa percentuale di pazienti dei 2 gruppi (2,3%). Non è stato necessario ripetere un intervento di bypass aortocoronarico in entrambi i gruppi. Puskas e i suoi collaboratori concludono affermando che comunque "Le conclusioni di questo studio devono essere redatte con cura e cautela generalizzata" per il ristretto numero di pazienti esaminati.

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