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L’esercizio fisico e’ efficace nel trattamento della sindrome posturale con tachicardia ortostatica

Fonte: Hypertension, Jun 2011; doi:10.1161/HYPERTENSIONAHA.111.172262.

Secondo i risultati di nuovo studio l’esercizio fisico, piu’ che la terapia con propranololo, e’ efficace nel migliorare l’emodinamica in posizione verticale, nel normalizzare la reattivita’ renale/surrenale e migliorare la qualita’ di vita nei pazienti con sindrome posturale con tachicardia ostostatica (POTS). I pazienti trattati con beta bloccanti hanno ottenuto una bradicardizzazione del battito ma senza miglioramento clinico; il programma di esercizio fisico ha indotto un calo di frequenza cardiaca ma con un miglioramento della qualita’ di vita. I pazienti portatori di POTS presentano in aumento di oltre 30 battiti al minuto quando in posizione ortostatica per piu’ di 5 minuti; la sindrome puo’ essere estremamente invalidante in quanto alcuni individui sono incapaci di lavorare, frequentare la scuola o addirittura fare la spesa stando in piedi alla cassa del supermercato. In questo studio, 19 pazienti, i quali avevano completato un programma in doppio cieco confrontando propranololo e placebo per quattro settimane, ha subito una formazione di esercizio per un periodo di tre mesi. Il programma comprendeva un periodo di addestramento di base estesa, con individui addestrati inizialmente utilizzando la bicicletta reclinata, vogatore, o il nuoto. I pazienti sono stati addestrati in posizione seduta per almeno un mese, a volte due; la durata di esercizio e l’intensita’ e’ progressivamente aumentata. L’esercizio in posizione verticale, includendo esecizi in bicicletta, a piedi, o jogging, fu aggiunto al programma di esercizio se tollerato. Il trattamento con propranololo, valutato dopo il periodo di prova di quattro settimane, ha abbassato la frequenza cardiaca, ma non ha fatto aumentare lo stroke volume. Il rapporto dell'aldosterone-renina è rimasto invariato dopo il trattamento e non c'era alcun impatto sulla qualita di vita del paziente. Secondo l’autore questo studio non esclude l'uso di beta bloccanti in alcuni pazienti, soprattutto nei pazienti con una sintomatologia dominata dall'aumentata frequenza cardiaca ma che non hanno un aumento dei livelli di affaticamento. Egli ha osservato che i pazienti con questa sindrome possono avere problemi significativi con fatica, e aggiungendo un beta bloccante questo sintomo puo’ diventare significativamente peggiore.

Fu Q, VanGundy TB, Shibata S, et al. Exercise training versus propranolol in the treatment of the postural orthostatic tachycardia syndrome. Hypertension 2011; DOI:doi:10.1161/HYPERTENSIONAHA.111.172262 : http://hyper.ahajournals.org.
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